Artissima: Russia? Non discriminiamo

8 Marzo 2022

La fiera dell’arte contemporanea di Torino prende posizione e torna in presenza

TORINO. L’attacco russo all’Ucraina continua a fare sentire la sua eco anche nel mondo della cultura, della musica, e dell’arte.
Dopo le dimissioni di rappresentanti del mondo culturale russo in segno di protesta, uno per tutti il direttore del Bolshoi Tugan Sokhiev, e le prese di posizione di istituzioni quali la Scala, il Salone del Libro, le università e tante altre, tocca all'arte contemporanea prendere posizione contro la guerra. «Sicuramente non indugeremo in rapporti istituzionali, ma l’arte è fatta di persone e intendiamo non discriminare», spiega il neo direttore della kermesse, Luigi Fassi, svelando date e tema della 29ª edizione. «Il nostro augurio è che per novembre la situazione, che è in continua evoluzione, sia migliorata», osserva Fassi, ricordando che lo scorso anno tra le40 gallerie presenti ce n’era anche una di Mosca. Nel frattempo il critico e curatore torinese Francesco Manacorda, per anni direttore di Artissima, ha lasciato la direzione artistica della Fondazione V-A-C, importante istituzione con sede a Mosca dedita principalmente alla produzione e alla promozione dell’arte contemporanea russa.
In programma al Lingotto di Torino dal 3 al 6 novembre, con tre sezioni di nuovo in presenza, anche se resterà anche la versione online varata negli anni del Covid, Artissima è dedicata al tema “Transformative Experience”, titolo del celebre saggio della filosofa americana Laurie Ann Paul, secondo la quale nelle decisioni importati nella nostra vita, come fare un figlio, trasferirsi all’estero per un lavoro, cambiare casa, la fa da padrone l’esperienza, piuttosto che la ragione. «L’arte rappresenta il coraggio e il desiderio di futuro, è una visione, è un percorso in cui il singolo fruitore, il singolo creatore si specchia negli altri, è una condivisione», sostiene Fassi. «In questo senso sono molto felice che le tre sezioni della fiera curate direttamente da Artissima tornino in presenza, anche se con una versione online, qualcosa che credo non verrà più abbandonato. Come molte altre fiere, anche Artissima si sta trasformando in una sorta di mostra-museo, con una forte valenza culturale. Quest’anno, in considerazione del difficilissimo tempo che stiamo vivendo, e anche del tema scelto, la trasformazione attraverso l'esperienza diretta», conclude, «vuole essere un luogo di ricerca condiviso, un posto dove ognuno può fare la sua scelta tra le scelte degli altri».