Artisti e scrittori a confronto sulla guerra «dentro e fuori di noi»

1 Agosto 2019

ARI. “La ‘uerre”, tutte le forme di conflitto al centro della conversazione sotto le stelle nel borgo di Ari – scaloni del centro storico – domenica 4 agosto alle 21, terza edizione di “Paese mè”...

ARI. “La ‘uerre”, tutte le forme di conflitto al centro della conversazione sotto le stelle nel borgo di Ari – scaloni del centro storico – domenica 4 agosto alle 21, terza edizione di “Paese mè” , atteso e raffinato appuntamento nato dall’attaccamento del regista Dino Viani al proprio paese nella vallata del Foro, in provincia di Chieti.
Alla riflessione collettiva Viani, direttore artistico del format, ha invitato colleghi della cultura, dell’arte e dello spettacolo, «gli amici di sempre» Giulio Lucchetta, Max Bene, Stefano Sensi, Giuliana Adezio, Anna Filomena Santone, Dante Marianacci, Domenico Turchi, Francesca Camilla D’Amico, Francesco D'Urbano, Costantino Iannotti, Edvige Ceccarelli, Mariano Cipollini. E un intero paese desideroso di ritrovarsi e riconoscersi nelle immagini prodotte nel tempo dal visionario artista concittadino. «Abbiamo iniziato parlando della nostra terra, l’Abruzzo», recita l’efficace promo realizzato da Viani per l’occasione e diffuso sul web. «Abbiamo raccontato la sua storia, le sue tradizioni, i suoi paesaggi, i personaggi che ne hanno costruito la storia, l’arte, la bellezza, la memoria, gli aneddoti, l’enogastronomia. Poi siamo entrati dentro il paese, abbiamo scoperto altre storie, quelle minute e sconosciute, abbiamo pianto e riso insieme, le storie fuori dalla storia e che ora tutti conosciamo». “Paese mè” racconta il regista, nasce come invito alla riflessione su temi importanti coinvolgendo nel dibattito i piccoli centri dell'entroterra. Nella prima edizione, 2017, come effetto delle calamità che hanno tragicamente colpito Rigopiano si è affrontato il concetto di abruzzesità attraverso la storia, i luoghi comuni, la parlata locale, il genius loci. Lo scorso anno si è parlato del sentimento di comunità di chi vive nei piccoli paesi, il senso dell’appartenenza. «Quest’anno abbiamo voluto portare il discorso sulla guerra declinata nelle sue forme più svariate, da quella bellica a quella interiore», considera Viani. Che si dice sorpreso della crescente partecipazione: «Un appuntamento partito spontaneamente tra le mura della mia casa contadina», racconta, «e ora a mala pena contenuto dagli scaloni del centro storico. Ringrazio il Comune per il patrocinio». Terza edizione “con molte e interessanti sorprese”, la partecipazione è libera, per i relatori dieci minuti a turno per esporre le proprie tesi e dare ritmo scorrevole al ritrovo all'aria aperta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA