Aspettando Checco ecco Cenerentolo Benicio l’idealista e...

10 Dicembre 2015

Rubando un termine al ciclismo si potrebbe dire che è un giovedì “in surplace” prima delle feste, in attesa dei film di richiamo per il grande pubblico, da “Star Wars - Il risveglio della Forza”,...

Rubando un termine al ciclismo si potrebbe dire che è un giovedì “in surplace” prima delle feste, in attesa dei film di richiamo per il grande pubblico, da “Star Wars - Il risveglio della Forza”, settimo capitolo della trentennale saga “Guerre stellari”, in sala il 16 dicembre, al nuovo film del campione d'incassi Checco Zalone “Quo vado?”, programmato per il 1° gennaio.

Sicché le uscite odierne si contano sulle dita di una mano. Benicio Del Toro è al centro di “Perfect Day” di Fernando León de Aranoa, che firma una commedia, mai irrispettosa sebbene racconti la guerra. Modello forse “M.A.S.H.” (1970) di Robert Altman. Il giorno “perfetto” è quello in cui tutto va storto alla missione umanitaria guidata da Mambrù (Del Toro), che deve recuperare un cadavere da un pozzo prima che l'acqua ne sia contaminata. Siamo in Bosnia nel 1995, col conflitto in via di conclusione: i cooperanti, che in fin dei conti hanno solo bisogno di una corda per tirar su il corpo, devono scontrarsi con la burocrazia, con ostilità assortite, e tutte le assurdità che la guerra porta con sé. Anche se niente è come sembra e le complicazioni si moltiplicano, il gruppo saprà restare unito. Oltre al carismatico Mambrù, nel team di antieroi l'idealista Sophie (Melanie Thierry), arrivata dalla Francia, l'ingovernabile B (Tim Robbins), volontario d'esperienza ma refrattario alle regole, la bella e disinvolta Katya (Olga Kurylenko).

Esce oggi anche “Le ricette della signora Toku”, un apologo lirico della regista e fotografa giapponese Naomi Kawase, film ascrivibile al filone food movie ma tutto orientale nella saggia lentezza e nei sapienti simbolismi di cui è tessuto. E soprattutto non vi è nulla di più lontano dagli isterici divismi di certi chef della dolce maestria dell'anziana signora Toku (la 72enne Kirin Kiki). Titolo originale del film, applaudito a Cannes nella sezione Un Certain Regard, è “An”: termine che si riferisce alla marmellata di fagioli rossi, farcitura del dorayaki, un dolce tradizionale molto amato in Giappone. Il malinconico Sentaro (Masatoshi Nagase), che gestisce senza fortuna un chiosco di dorayaki, dopo molte insistenze di Toku accetta come aiutante la vecchia donna dalle mani deformate (segno del morbo di Hansen, la lebbra). Il sapore antico dei dolci di Toku fa rifiorire il chiosco attraendo nuovi clienti, come la studentessa Wakana (Kyara Uchida), anche lei con una ferita dentro, come Toku e Sentaro. La saggezza della mite signora, colpita dall'isolamento sociale che accompagna la malattia, farà comprendere alla ragazza e all'uomo l'importanza di ogni istante della vita, per quanto brutto esso sia.

In sala da due giorni “Belle & Sebastien - L'avventura continua” del canadese Christian Duguay, sèguito, con più azione, del film francese che due anni fa incassò in Italia 8 milioni di euro. Ancora protagonisti il bambino Sebastien (Félix Bossuet), la magnifica Belle, possente cane pastore dei Pirenei, il nonno brontolone Cèsar (Tchéky Karyo) e gli spettacolari paesaggi delle Alpi. Stavolta la Seconda Guerra mondiale è appena finita e Sebastien attende con impazienza il ritorno dell'eroina Angelina (Margaux Châtelier). Ma l'aereo militare che la riporta casa cade. Tutti la credono morta. Tranne il bambino, che va a cercarla insieme a Belle.

Lunedì è uscito “Il professor Cenerentolo” di Leonardo Pieraccioni, qui nei panni di Umberto, un detenuto dell'isola di Ventotene vicino al fine pena che lavora nella biblioteca del paese. Lì conosce Morgana (Laura Chiatti). Umberto non le svela la sua condizione, ma ogni sera deve sbrigarsi a rientrare in carcere per mezzanotte. Nel cast il fido Massimo Ceccherini e, nei panni del direttore del penitenziario, Flavio Insinna.

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