“Astor – Un secolo di Tango” concerto di danza a Pescara

PESCARA. Le magiche note del bandoneon del maestro atessano Mario Stefano Pietrodarchi e la meraviglia dei corpi danzanti del Balletto di Roma insieme nello spettacolo “Astor – Un secolo di Tango”,...
PESCARA. Le magiche note del bandoneon del maestro atessano Mario Stefano Pietrodarchi e la meraviglia dei corpi danzanti del Balletto di Roma insieme nello spettacolo “Astor – Un secolo di Tango”, al teatro Massimo di Pescara giovedì 9 dicembre alle 21. Concerto di danza, “Astor” è un tributo al compositore argentino Astor Piazzolla, nel centenario della nascita del più significativo e amato autore e interprete del genere tango, forma d’arte nata a fine Ottocento nei sobborghi di Buenos Aires.
Con Pietrodarchi esecutore dal vivo al bandoneon e alla fisarmonica saranno sul palcoscenico del Massimo 8 danzatori della prestigiosa compagnia romana, che l’anno scorso ha celebrato 60 anni di attività: Paolo Barbonaglia, Cecilia Borghese, Roberta De Simone, Alessio Di Traglia, Serena Marchese, Francesco Moro, Lorenzo Petri, Giulia Strambini. Concept Luciano Carratoni, coreografia Valerio Longo, regia dell’argentino Carlos Branca, musica di Piazzolla con arrangiamenti di Luca Slavadori, autore delle musiche originali dello spettacolo.
Viaggio tra suggestioni e sonorità del tango, lo spettacolo “Astor”, nuova produzione del Balletto di Roma, è nato dall’esigenza di comunicare tra culture, lingue e tradizioni diverse. «Il tango ci ricorda chi siamo, da dove veniamo e qual è stato il percorso che ha indissolubilmente unito umanità distanti in un comune “non luogo”, oltrepassando oceani e confini» si legge nelle note di presentazione dello spettacolo «Il mare è il fil rouge che unisce o separa nuovi mondi e speranze: spazio immenso da attraversare dove si rischia di perdersi, vortice di riflussi e moto ondulatorio che scandisce il ritmo di partenze e ritorni». Nel concerto di danza le musiche di Piazzolla, arrangiate da Salvadori ed eseguite dal vivo dal maestro abruzzese Pietrodarchi, brillante interprete di fama internazionale, emergono come «vere protagoniste in una nuova armonia artistica danzata. Un soffio, un respiro, quasi una parola, ci svelano la fragilità dell’uomo Piazzolla, ma anche quella di tutti noi che abbiamo subìto una distanza forzata, una relazionalità dematerializzata, un contatto interrotto, una vita spezzata». Il coreografo Longo fa compiere agli 8 danzatori «un viaggio trasformativo in cui respiri, abbracci e fusioni sono al centro di azioni coreografiche intense, astratte e fuse nel moto ondulatorio e magico del bandoneón.