Baglioni, Bisio e Raffaele si divertono. È show

L’Abruzzo impazza con Il Volo, Melozzi per Lauro e Di Tonno con Cocciante. Standing ovation per Mannoia, Bertè e Baudo
È musica e spettacolo il Festival di Sanremo 2019. Nell’arco le frecce dell’ironia e della leggerezza che hanno fatto centro, con una prima serata 10 milioni di telespettatori e il 49.5% di share, certo in calo rispetto al debutto di Claudio Baglioni alla direzione artistica, lo scorso anno (quando la prima serata aveva incollato a Rai1 11,6 milioni pari al 52.1%), ma in Rai c'è soddisfazione per un risultato non scontato, specie dopo un’annata che segnò il record assoluto degli ultimi 13 anni e che fu aperta da uno “scaldapubblico” eccezionale come Fiorello.
E il cantautore-presentatore-pilota è rilassato, soddisfatto che il suo Festival bis si collochi tra i più giovani di sempre: sul pubblico dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, con il 58.4% share, è record dal 1997 (+3.8 punti in più su questo target rispetto all'anno scorso). Sulle sole ragazze 15-24enni lo share sale al 63% (record dal 2016, con punte del 71%); sui maschi 15-24, lo share del 54.3% è record degli ultimi 17 anni.
Così il «dirottatore artistico» apre la seconda serata cantando “Noi no” accompagnato dai ballerini che marciano sul palco tirando fuori dalle felpe scure una rosa bianca. Tutti in piedi per filmare la scena e poi applaudire Baglioni. Che sorride mentre elegante nell'abito lungo nero, con scollatura profonda sulla schiena, Virginia Raffaele scende dalle scale con Claudio Bisio e poi mostra sul palco i due cuoricini ricamati e trafitti dalla freccia dell'amore, «sono per i miei due Claudi», dice. Bisio ironizza sulla giacca di Baglioni dai revers luccicanti («Non te ne innamorare la sto ancora pagando»), poi rivela che ieri il festival è stato trending topic perfino in Norvegia («Cos'è 'na malattia? 'Na ginnastica nuova?», chiede Baglioni) e legge il regolamento con la Raffaele, che finalmente “scioglie” le sue capacità di improvvisazione, traduce in cinese, caliente spagnolo e romanesco. Si diverte. E diverte. Quindi le canzoni. E ad aprire è Achille Lauro con la sua “Rolls Royce” da ieri già on-line con il video, bacchetta scatenata all’Ariston il maestro abruzzese Enrico Melozzi. Ed è ancora Abruzzo teramano che brilla con il Volo del rosetano Gianluca Ginoble con Piero Barone e Ignazio Boschetto.
Musica e subito sketch, Sempre in direzione leggerezza. Prende la parola Bisio: le critiche per la giacca lurex dimartedì sera («Giuro che non è stato maltrattato nessun divano») sono lo spunto per l’attore per ironizzare sui social. «Mi hanno detto che devo rispondere alle critiche perché èlite e popolo devono dialogare. Èlite? Ma non sono laureato e non so distinguere le forchette da pesce e dico le parolacce». Poi legge un paio di tweet: «A me interista non l'ha mai detto nessuno», e un altro sgrammaticato: «Teresa, ti voglio già un po’ bene», dice Bisio rivolgendosi all'autrice, «ma rileggi sempre prima di mandare in rete». Poi all’Ariston arrivano la grazia e la classe di Fiorella Mannoia. Elegante in giacca e pantaloni nero damascato, la rossa cantante intona Il peso del coraggio, il nuovo singolo, e poi in duetto con Baglioni alla chitarraecco Quello che le donne non dicono. Emozione in platea che prima le tributa un lungo applauso e poi, alla fine dell'esibizione, una standing ovation. “Il mio tipo ideale”: Virginia Raffaele canta e balla con Baglioni in un omaggio a Lelio Luttazzi che prepara l’ingresso di Pippo Baudo, ed è ancora standing ovation. Bisio ritrova Michelle Hunziker, 16 anni dopo Zelig, e sul palco è show: dopo la gag al telefono – l'attore finge che la showgirl sia a letto ammalata – lei scende raggiante la scala, bustier nero laminato e gonna maestosa, per scatenarsi con Bisio in un numero sul filo della satira politica. Marco Mengoni sempre da brividi, prima con Tom Walker poi con Baglioni a cantare Lucio Battisti.
Quindi strepitoso numero di Virginia Raffaele: in un monumentale abito di seta rosso fiammante, deve cantare Habanera, dalla Carmen di Bizet, ma dimentica le parole. Recupera a fatica il foglio accartocciato col testo, ma si accorge che non è quello dell'opera, ma l'onnipresente passerotto di Baglioni, e si esibisce fischiando. Sul finale il superospite Riccardo Cocciante. Ed è ancora Abruzzo: con sé il musicista ha voluto Giò Di Tonno, il Quasimodo doc del suo musical Notre Dame de Paris. Un ritorno anche per il cantante pescarese a Sanremo, che con Lola Ponce vinse nel 2008.

