Baglioni e il pianoforte, tre date in Abruzzo

Il 1° dicembre il tour Dodici note bis del cantautore arriva a Pescara, quindi tappa ad Avezzano il 3 e chiusura a Sulmona il 7
PESCARA. Claudio Baglioni non si ferma mai. Il cantautore romano è ripartito per il suo lungo tour italiano che fino a febbraio lo porterà a cantare in tanti teatri della Penicola. Sta girando il Paese di concerto in concerto e ogni tappa è un tassello che si aggiunge al suo successo, che non ha bisogno di conferme o di celebrazioni. E non manca il tassello abruzzese, terra che ormai sembra una meta imprescindibile del calendario dell’artista.
Così dopo le date dello scorso inverno e dopo il concerto di chiusura della Perdonanza Celestiniana 2022 nel capoluogo, il cantautore romano è atteso ancora a Pescara giovedì 1° dicembre sul palco del teatro Massimo con il suo tour “Dodici note bis”, accompagnato dal solo pianoforte. Quindi toccherà di nuovo il teatro dei Marsi di Avezzano venerdì 3 dicembre per concludere il giro in Abruzzo al teatro Caniglia di Sulmona martedì 7 dicembre. Un concerto che si propone appassionante per l’artista settantenne che al suo palmares ha aggiunto quest’anno il Premio Tenco. Capace di mettere insieme musica e poesia, vincitore del Premio Tenco 2022. In scaletta successi che hanno accompagnato più generazioni: Io sono qui, Dodici note, Acqua dalla luna, Dagli il via, Un nuovo giorno o un giorno nuovo, Gli anni più belli, Un po’ di più, Amori in corso, Come ti dirò, Io non sono lì, Quante volte, Mal d’amore, E adesso la pubblicità, Io me ne andrei, Con tutto l’amore che posso, Quanto ti voglio, Fammi andar via, W l’Inghilterra, Poster, Uomini persi, Ninna nanna nanna ninna, Buona fortuna, Noi no, il meedley Questo piccolo grande amore / Amore bello / E tu… / Sabato pomeriggio / E tu come stai? e poi ancora Uomo di varie età, Strada facendo, Avrai, Mille giorni di te e di me, Via ,La vita è adesso.
Sul palco uno strumento «diviso in tre», con tre tastiere, una delle quali è un pianoforte digitale-acustico, le altre due sono tastiere che si avvalgono di un’effettistica.
«Cerco di portare da solo», ha spiegato presentando il tour, « un’orchestrazione fatta quasi di stati d’animo, di riverberazioni, di aggiunte, lontane però anche presenti all’orecchio degli ascoltatori.» «Quando vado in scena», ha aggiunto,«mi metto nella condizione di creare un po’ di meraviglia di stupore. Intendo questo lungo giro di concerti come un modo per rianimare le nostre vite con la musica dopo il lungo, difficile, doloroso silenzio imposto dalla pandemia. Ai miei occhi è come se i teatri, coi loro balconi, le loro logge, i loro palchi, diventassero delle corti in cui radunare e far incontrare le persone, sorprendendole... a mani nude». Il tour è partito da Napoli a inizio novembre.
