Baglioni-Salvini, telefonata della pace

20 Gennaio 2019

Il direttore di Sanremo e il ministro si chiariscono dopo la polemica sui migranti

roma. «Chiarimento» tra Claudio Baglioni e il ministro dell'Interno Matteo Salvini che avevano polemizzato sul tema dei migranti: nei giorni scorsi, a quanto si apprende da fonti del Viminale, c'è stata una telefonata tra i due dai toni cordiali e l'«incidente» è stato lasciato alle spalle. «Sì, ci siamo sentiti al telefono, no problem. Ho tanto tempo da impegnare al lavoro che non posso impiegarlo in polemiche con Tizio e Caio», ha detto Salvini, in diretta Facebook. «In democrazia va bene così.Basta che non si scada nell'insulto». All'origine della querelle, le frasi del direttore artistico del Festival di Sanremo che durante la conferenza stampa di presentazione dell'evento aveva criticato le misure adottate in tema di migranti dall'attuale governo e dai precedenti, ritenute «non all'altezza della situazione». «Se la questione fosse stata presa in considerazione anni fa, non si sarebbe arrivati a questo punto», aveva detto Baglioni, aggiungendo anche che «ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo alla farsa». Il ministro non aveva gradito e via Twitter era arrivata la risposta piccata: «Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo».
Massimo Ghini, intervenuto, ieri, ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format «I Lunatici», condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte, ha commentato la polemica legata alle dichiarazioni di Claudio Baglioni in tema migranti. «In questo momento», ha detto l’attore, «c'è bisogno di fare satira, divertimento, commedia. Su tutto. A Roma c'è un vecchio detto, a chi tocca non si ingrugna. Vorrei tranquillizzare Salvini quando dice che i cantanti devono cantare e gli attori recitare. Noi stiamo facendo esattamente questo. Quello che ha detto Baglioni», ha aggiunto Ghini, «di cui vanto una vera e lunga amicizia, non è niente di particolare. Adesso diventa tutto eroico o particolare, quello che ha detto sta in una logica di persone che ragionano con una mentalità, se questo suscita delle rimostranze ben venga, significa che la democrazia è viva».
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