Bartali, prima tappa: il sogno di un eroe

2 Febbraio 2019

Oggi al Cantiere Teatrale di Pescara lo spettacolo ispirato alla storia del ciclista che salvò la vita a quasi mille ebrei

PESCARA. Il secondo trimestre di «arte e cultura» proposto dal Cantiere Teatrale di Pescara proseguirà, oggi, con lo spettacolo “Bartali: prima tappa”, interpretato dall’attore pratese Francesco Dendi. Descrivendo la figura di uno dei ciclisti italiani più significativi del Novecento, Gino Bartali, scomparso nel 2000 all’età di 86 anni, lo spettacolo vuole approfondire temi storici connesse agli anni dell’occupazione nazista dell’Italia, durante la seconda guerra mondiale.
Scritto e diretto da Lisa Capaccioli, con Francesco Dendi, lo spettacolo andrà in scena, oggi, in doppia replica, alle 18 e alle 21, nel Cantiere Teatrale di via Sallustio 19.
«La pièce», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo teatrale, «ci racconta di un ragazzo appassionato di ciclismo, che si fa chiamare “I’ Bartali” perché è il suo ciclista preferito, e che innamorato delle corse e della sua bicicletta, si inventa un “Giro d’Italia” tutto suo: far parte della rete di assistenza clandestina; e ogni giorno si deve occupare di portare abiti, cibo e documenti falsi a ebrei nascosti nella campagna toscana».
«Il suo sogno di essere proprio come “Ginettaccio” si realizza.», proseguono le note introduttive dello spettacolo. «Il finto Bartali, come quello vero, fanno del bene senza pubblicità alcuna e sfruttano il talento di saper correre in bicicletta per svolgere la loro ardita missione».
Gino Bartali, oltre ad essere insignito di titoli sportivi, è stato nominato “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell'Olocausto fondato nel 1953.
La nomina è un riconoscimento per i non-ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo durante le persecuzioni naziste.
Batali, infatti, salvò la vita a quasi mille ebrei durante l’occupazione nazista della Toscana fra il 1943 e il 1945.
Lo spettacolo si focalizza su due elementi: da una parte Bartali, il corridore, e dall’altra, la Delasem, una rete, prima autorizzata dal regime fascista e poi negata. Bartali faceva parte della rete e si occupava di trasportare carte d’identità false sotto la sella della sua bicicletta da Firenze ad Assisi, passando per Perugia.
«Essendo un ciclista e dovendosi allenare», spiegano le note, «anche se l’attività sportiva ufficiale era ferma, Bartali aveva la possibilità di viaggiare attraverso le strade senza essere fermato ai posti di blocco, o se fermato, la sua fama gli permetteva di non essere soggetto a troppe domande. È proprio questo percorso lo spunto che ha suggerito la struttura dello spettacolo, composto di “tappe” vittoriose ma silenziose. Tappe dense di racconti, descritte attraverso gli occhi di un personaggio che si muove in un percorso geografico lungo le strade dell’Italia in guerra».
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