Batman e Superman grasse nozze greche bis e amori proibiti

di Anna Fusaro Batman versus Superman: questa mancava nello sterminato repertorio dei cinefumetti. Si è visto un dimenticabile “Alien contro Predator”, un “King Kong contro Godzilla”, perfino un...
di Anna Fusaro
Batman versus Superman: questa mancava nello sterminato repertorio dei cinefumetti. Si è visto un dimenticabile “Alien contro Predator”, un “King Kong contro Godzilla”, perfino un “Totò contro Maciste”. Stavolta lo scontro estremo e supereroico è tra due osannati difensori dell'umanità, campioni del catalogo Dc Comics. Clark Kent/Superman (Henry Cavill), paladino di Metropolis, e Bruce Wayne /Batman (Ben Affleck), difensore di Gotham City, si affrontano in “Batman v. Superman: Dawn of Justice” di Zack Snyder, salvo allearsi alla fine contro una nuova e oscura minaccia. Nel film di Snyder, uscito ieri in Italia, si attenuano le differenze tra il solare Superman e il gotico-dark Batman, così come i confini tra Bene e Male. Anzi è proprio il buon Superman a essere avvertito come una minaccia dal Senato americano per i suoi superpoteri e per i catastrofici effetti collaterali delle sue imprese. E anche Batman, invecchiato e depresso senza l'amico Robin, non si fida. Comprimari di lusso Jeremy Irons (Alfred, maggiordomo del miliardario Wayne), Holly Hunter (senatrice Finch) e Amy Adams nei panni di Lois Lane, eterna fidanzata di Clark Kent.
Tra le novità odierne la commedia di Massimo Gaudioso, “Un paese quasi perfetto”, che si appoggia a un cast di richiamo: Silvio Orlando, Carlo Buccirosso, Fabio Volo, Nando Paone, Miriam Leone, Maria Paiato. La storia si svolge a Pietramezzana, paesino lucano quasi spopolato: i giovani se ne vanno e i pochi abitanti rimasti, per lo più ex minatori, vivono con la cassa integrazione. Ultima speranza l'apertura di una fabbrica. Ma occorre un medico. Gli intraprendenti paesani s'imbattono in un ambizioso chirurgo estetico milanese. Per convincerlo a restare e non fargli sentire la mancanza di wi-fi, sushi, musica jazz, le proveranno tutte.
Altro film italiano in sala “La macchinazione” di David Grieco, con Massimo Ranieri nel ruolo di Pier Paolo Pasolini. Il film, dal libro omonimo dello stesso regista, è ambientato nell'estate del 1975 e ripercorre gli ultimi mesi di vita dell'intellettuale friulano. In quei giorni PPP è impegnato nel montaggio di “Salò o le 120 giornate di Sodoma” e nella stesura del romanzo “Petrolio”. Frequenta da mesi il ragazzo di vita Pino Pelosi, un sottoproletario in contatto col mondo criminale romano. La notte del 26 agosto viene rubato negli stabilimenti Technicolor il negativo di “Salò”. È la trappola, teorizza Grieco, organizzata per uccidere Pasolini. Che nella notte fra il primo e il due novembre va all'idroscalo di Ostia per riavere il maltolto.
Il fascinoso Vincent Cassel è il protagonista di “Un momento di follia”, remake firmato da Jean-François Richet dell'omonimo film del 1977 di Claude Berri. Antoine (François Cluzet) e Laurent (Cassel), amici di vecchia data, decidono di passare le vacanze in Corsica con le rispettive figlie, la 17enne Louna (Lola Le Lann) e la 18enne Marie (Alice Isaaz). Louna s'invaghisce di Laurent e, una sera sulla spiaggia, lo seduce. Per lei è amore, ma per l'uomo solo un momento di smarrimento (un moment d'égarement, come recita il titolo originale). Senonché Louna si confida col padre, che, furibondo, cerca di scoprire l'identità dell'uomo.
Infine, con “Il mio grosso grasso matrimonio greco 2” tornano dopo 13 anni le avventure dell'esilarante famiglia greca Portokalos, foltissimo clan emigrato negli Stati Uniti. Stavolta l'attenzione si sposta dai serenamente sposati Toula (Nia Vardalos, candidata all'Oscar per la sceneggiatura del primo film) e Ian (John Corbett) alla loro figlia adolescente Paris e, soprattutto, ai genitori di Toula, i turbolenti Maria e Kostas.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
