Battaglia: ritraggo l’Abruzzo, ne sono innamorata

21 Agosto 2017

La fotografa ospite della rassegna della Maraini per presentare il suo “Per pura passione”

PESCASSEROLI. Incontro seguito e appassionante quello proposto ieri a Pescasseroli da Lib(e)ri in Scena, rassegna ideata da Dacia Maraini: sul palco di piazza Croce la fotografa palermitana di fama mondiale Letizia Battaglia per presentare la sua raccolta di foto “Per pura passione” (Del Drago). Da parole e immagini è emersa tutta la forza dello sguardo di Battaglia che nel tempo ha reso testimonianza delle guerre di mafia. Oggi dopo una vita in prima linea, la fotoreporter volge la sua visione anche alla bellezza del mondo e ai suoi spazi poetici.
Era mai stata a Pescasseroli?
Veramente no e sono rimasta incantata e sorpresa. Una cittadina speciale, curata e ordinata, piena di fiori. Colpisce la pacatezza nei turisti e nelle persone di qui, fa pensare alla Svizzera, mi sono innamorata. Ho scattato alcune foto dalla finestra del mio albergo e voglio cercare di ritrarre qualcosa di originario di questi luoghi, non so se ne farò poi qualcosa. Devo dire che non ero mai stata invitata in Abruzzo! Sono contenta di esserci.
Palermo è stata un trait d’union con Dacia Maraini?
Grazie all’artista Marilù Balsamo, dolce amica comune, ho conosciuto Dacia Maraini, e aldilà della frequentazione, un filo rosso ci ha tenute in contatto nel tempo. Per me e per tutte le donne siciliane è stata un mito, un riferimento, come dire, una figura sempre bella, gradevole anche da ritrarre. A Roma negli anni ’70 le proposi un lavoro da fare insieme, un libro di foto – Le Madonnine – sulle donne bambine che partorivano a 12-13 anni. Nei quartieri poveri si trovavano ragazzine che dopo aver partorito si sposavano poi magari a 15 anni. Sarebbe stato bello.
In lei cosa è cambiato se pensa ai reportage di un tempo, al giornale L’Ora di Palermo?
Certo è naturale, umano. Le confido che per una idea conservativa che difendo rispetto ai documenti fotografici, spaventata dall’impermanenza del digitale, sono tornata a fotografare con la mia vecchia Pentax K1000. Una soddisfazione, adoro maneggiare i negativi, ci si lavora bene.
Progetti?
Mi interessa molto un lavoro che ho avviato, si chiama La bellezza di Greta. È un tentativo di cogliere con la macchina fotografica le ineffabili trasformazioni in questa fanciulla molto graziosa, ha ora 10 anni, non appena avrà 11 anni e mezzo vorrei concludere. Un passaggio carico di senso.
Giovanna Nicolai