“Be Heretics”, lo smartphone come pennello

23 Settembre 2021

Personale dell’artista abruzzese Mario Bi a Pescara: immagini scomposte in pixel e poi rigenerate in cerca della verità  

PESCARA. Digital action painting nell’era social, in anteprima nel capoluogo adriatico. “Be Heretics”, la nuova personale di Mario Bi, in mostra da sabato 25 settembre nello studio dell’artista in Viale Riviera 129 (lungomare nord), vernice alle 18.30, mostra a cura di Francesca Perti. Due neon illuminati a led – “Be Heretics”, “Heresy means choice” – invitano esplicitamente ad abbandonare ogni verità precostituita per cercarla nelle profondità del gesto, nell’immagine scomposta in pixel e poi rigenerata attraverso lo schermo di uno smartphone, filtro del quotidiano. Al centro della mostra due spettacolari ri-elaborazioni digitalizzate stampate su tela di lino.
Tale la forza visiva dei nuovi lavori al centro dell'esposizione . “Madonna” e “Khepri”, caleidoscopico omaggio alla divinità solare egizia, inno alla vita. Artista anticonformista, Mario Bi al secolo Mario Barone (classe 1954, nato a Chieti, pescarese «per il piacere di esserlo e di viverci») aggira la tirannia della tecnologia esasperata servendosi di un comunissimo “S 9”. Il suo sguardo ironico e tagliente si appunta sulla realtà per frantumarla in pixel: pix out. Frammenti digitali ricompongono la nuova immagine senza filtri, contemporanea, pop, restituita su tela come fosse un dipinto di bellezza classica. Frammenti di tradizione e modernità ritrovano il punto di contatto, la verità dell’immagine, «enigma» commenta l’autore «destinato a restare senza soluzione, sospeso in eterno, aperto alle possibili verità». «Eresia» come invito a compiere una “scelta” di verità (“Heresy means choice”) . «Per rispondere all'invito di Mario Bi, “Be heretics”, dobbiamo ritornare all’origine della parola. Eretico», argomenta in presentazione Francesca Perti, «deriva dal verbo greco hairèo che possiamo tradurre con prendere, scegliere, elezione, inclinazione, proposta. L’eresia si oppone alla dottrina rivelata come vera, l’eretico vuole essere senza pari, staccato da qualsiasi conformismo, ma vuole anche associarsi con altri senza pari, perché per pensare gli occorre conversare e scambiare». Se l’eretico è colui che sceglie con la propria testa, allora possiamo dire che Mario Bi è un eretico, un eretico della forma, chiosa la curatrice.
«L’artista materializza concetti e concettualizza immagini, trasforma la realtà che fotografa, aprendo le porte del proprio io in un atto di comunicazione, riempendosi delle mille identità che stanno al di fuori di sè. “Be heretics” ci chiede di disimparare, di lasciare la nostra verità rivelata, Mario Bi innesca la sua visione e lascia che l’entropia scorra, una visione incapsulata e intensificata della vita. Una visione fuori dalle regole e autenticamente eretica». Mario Bi è uno smartphone artist con base in Italia, ha operato a lungo nel mondo della comunicazione: moda, editoria, web design.Ha esposto a Pescara nella galleria Spazio Di Paolo, Usomagazzino, Museo Vittoria Colonna.