Bellocchio: «La sua morte è un po’ anche la nostra...»

«La morte di Bernardo Bertolucci mi arriva questa mattina presto da un sottopancia di un telegiornale. Normale. Sono all'estero per lavoro e mi dispiace non poter essere ai funerali, se ci saranno....
«La morte di Bernardo Bertolucci mi arriva questa mattina presto da un sottopancia di un telegiornale. Normale. Sono all'estero per lavoro e mi dispiace non poter essere ai funerali, se ci saranno. Avevo incontrato Bernardo l'ultima volta a una cena dopo la proiezione di Novecento restaurato. Sofferente ma pieno di progetti, di soggetti». Così inizia la lettera che Marco Bellocchio (foto) dedica a Bertolucci. «La sua morte è anche un po’ la nostra che ci avvicina al “finale di partita” di una vita che è stata, quasi per tutti, insieme commedia, dramma, tragedia e farsa. (...) Ho provato verso di lui una forte invidia che è negazione, ma anche riconoscimento del valore dell'altro, che in quel momento era andato molto più lontano. Poi tutto si è come tranquillizzato. Strade diverse, obiettivi diversi, risultati diversi».