Beppe Fiorello è un uomo in trappola 

Orologi del diavolo, la storia thriller di Franciosi, torna in libreria e arriva in tv

ROMA. A partire dal 2 novembre sarà trasmessa da Rai1 la serie tv tratta dal libro “Gli orologi del diavolo” di Gianfranco Franciosi con Federico Ruffo.
Si tratta di un'importante coproduzione internazionale con protagonista Giuseppe Fiorello. Lo rende noto la casa editrice Rizzoli. Dal 27 ottobre sarà quindi disponibile una nuova edizione del libro, storia sconvolgente di un infiltrato che ha messo in gioco la sua vita ed è stato tradito dallo Stato. Siamo nel 2005 Gianfranco Franciosi, per tutti Gianni, ha 25 anni e un talento innato come meccanico navale. A Bocca di Magra le sue giornate trascorrono tra casa, cantiere e il ristorante di famiglia dove passa per litigare con il padre. Un giorno riceve una strana visita: due clienti offrono 50mila euro in contanti per un gommone velocissimo, con doppio fondo, radar e Gps. Gianni si insospettisce, va alla polizia e accetta di aiutare gli investigatori a capirci di più. Sembra una cosa destinata a risolversi in fretta, invece Gianni scivola in un gioco più grande di lui e, diventa un agente infiltrato a tutti gli effetti.
Inizia così la sua seconda vita: 4 anni di viaggi in Sudamerica per trasportare enormi quantità di coca, 4 anni di festini con i narcos e di riunioni di emergenza con la polizia, 4 anni di paura. Diventa fratello acquisito del boss spagnolo Aurelio e guadagna una collezione di Rolex («uno per ogni affare che faremo insieme») ma l’amore della sua donna, la famiglia, il lavoro. Persino la libertà, quando finisce in carcere e ci resta quasi un anno perché bruciare la copertura vorrebbe dire condannarsi a morte. Quando finalmente la polizia conclude il più grande sequestro di droga mai avvenuto in Europa, Gianni è pronto a riprendersi la sua vita, ma Aurelio sfugge all’arresto e vuole vendetta. È l'inizio di un incubo che continua ancora oggi: Gianni deve rinunciare alla sua identità e sparire. Gli orologi del diavolo, scritto con il giornalista Federico Ruffo, che per primo ha raccontato la storia di Gianni in una sua inchiesta a Presadiretta, è l'odissea di un uomo usato come esca e poi abbandonato dallo Stato. Ma soprattutto è una vicenda incredibile, tesa ed emozionante come un thriller ma vera dalla prima all’ultima pagina.