Bertolucci: «Farei un film con Kevin Spacey»

Il regista ospite del Film Festival di Bari per la versione restaurata di “Ultimo tango a Parigi”
BARI. Bernardo Bertolucci, tre volte premio Oscar, è stato l’ospite d’onore, sabato scorso, nella serata finale del Bif&st, il Film Festival di Bari, che ha ospitato l'anteprima mondiale della versione restaurata in 4k di “Ultimo tango a Parigi”, il film diretto dal regista parmigiano nel 1972, che tornerà in sala dal 21 maggio distribuito in 120 copie dal Centro sperimentale di cinematografia. Il film, con protagonisti Marlon Brando e Maria Schneider, sarà in molte sale in versione originale inglese con sottotitoli in Italiano. Da Bertolucci, nella masterclass al Teatro Petruzzelli, tanti ricordi ovviamente legati a questo film che fece scandalo e fu oggetto di censura e procurò una condanna, per lui e Marlon Brando, che privò il regista dei diritti civili.
Bertolucci ha anche preso una posizione forte e controcorrente nei confronti del regista Ridley Scott per aver sostituito Kevin Spacey, accusato di molestie, con Christopher Plummer nel suo ultimo film “Tutti i soldi del mondo”: «Ho provato un po’ di vergogna per Ridley Scott che, nonostante il suo grande potere contrattuale a Hollywood, ha dovuto subire questa imposizione razzista nei confronti di Kevin Spacey, tanto che a me è venuta voglia di fare un piccolo film proprio con lui».
Su “Ultimo tango a Parigi” restaurato il regista ha dettodice: «Mi sembra molto più bello dell'originale con quella leggera patina vintage. Per me è stata un'emozione molto forte e devo davvero ringraziare il Centro sperimentale che spero, dopo i film, inizi a restaurare anche noi registi». La scelta di Brando come protagonista non arrivò subito. «Prima», ha detto Bertolucci, «chiesi a Jean-Paul Belmondo, un mio mito, ma mi disse che lui non faceva film porno. Poi fu la volta di Alain Delon che però mi propose di essere anche il produttore, un modo forse per controllare il film. Alla fine pensammo a Brando che incontrai a Parigi e che, inizialmente, mi intimidì moltissimo. Quando lo andai a trovare poi a Los Angeles, una “non città” che amo molto, ci ritrovammo a parlare tutti i giorni di vita e di morte». Il rapporto tra Brando e Maria Schneider? «Brando era molto paterno e protettivo verso di lei. C'era un rapporto molto buono tra loro. In una scena Brando, che non aveva buona memoria, si servì di un foglietto che la stessa Schneider si era incollata sulla fronte in modo che lui potesse leggere».
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