Biancaneve e il gioco edipico nella rilettura della fiaba del Tsa

27 Marzo 2023

CORROPOLI. Matinèe al Cineteatro Italia di Corropoli, il 27 e 28 marzo, con Bianca come la neve, spettacolo tratto dalla favola Biancaneve dei Fratelli Grimm. Produzione del Teatro stabile d’Abruzzo,...

CORROPOLI. Matinèe al Cineteatro Italia di Corropoli, il 27 e 28 marzo, con Bianca come la neve, spettacolo tratto dalla favola Biancaneve dei Fratelli Grimm. Produzione del Teatro stabile d’Abruzzo, testo e regia Ottaviano Taddei, con Cristina Cartone, Luca Settepanella, Ottaviano Taddei, lo spettacolo mette in scena una delle fiabe più note.
«In Biancaneve», spiega il regista Ottaviano Taddei, «il rapporto tra la bambina e i suoi genitori determina la situazione problematica. È da questo punto focale che si snoda la messinscena di Terrateatro, dal conflitto tra figlia e madre (matrigna) a dare lo slancio alla rilettura della fiaba». Una rilettura in cui, sottolinea il regista, «la figura materna diviene vittima del gioco edipico con la figlia per conquistare il padre». Dal punto di vista psicologico, c’è la non accettazione da parte della matrigna della bellezza della figlia e del deterioramento della sua, mentre la figura paterna risulta debole, assente seppure affettuoso, ed è addirittura una figura esterna, il Cacciatore, a salvare la bambina.
«La scenografia, dopo una prima parte in statica ( un interno del Palazzo Reale di Biancaneve)», dice ancora Taddei, «si trasforma nel luogo della scoperta e della crescita, in cui anfratti e meandri sembrano essere l’interiorità stessa della protagonista. Così, gli attori, vivi di una presenza corporea speciale e potente, hanno il compito arduo di “portare” allo spettatore tutta la forza dolce e determinata di Biancaneve, principessa assoluta dei pensieri infantili e adolescenziali. E in effetti, attraverso passaggi simbolici ed episodi pieni di forza rappresentativa, i piccoli spettatori si identificano nell’eroina, ne fanno proprio il messaggio, imparano a riflettere su se stessi. Lo spettacolo intende riflettere sull’infanzia, sul diritto di crescere e diventare adulti consapevoli, preparati, autonomi. In questo spettacolo i personaggi faranno i conti con l’abbandono, la paura, la scaltrezza, l’ingordigia, la fantasia. Il teatro, grazie al linguaggio fatto di immagini, simboli e musica, aiuta gli spettatori ad affrontare il viaggio, all’inizio mano nella mano, per poi proseguire consapevolmente verso la libertà piena, anche da soli».