Bill Viola dialoga con i Maestri del Rinascimento

Così contemporaneo e antico si fondono Il videoartista statunitense espone a Firenze
di Anna Fusaro
Bill e Masolino, Bill e Jacopo, Bill e Paolo, Bill e Lukas. Il maestro della videoarte e i maestri del Rinascimento. Per la prima volta insieme. A Firenze, a Palazzo Strozzi, è stata inaugurata venerdì la mostra “Bill Viola. Rinascimento elettronico”, che celebra l’artista americano con un affascinate confronto tra contemporaneo e antico. In rassegna opere di Bill Viola, dalle prime sperimentazioni video degli anni Settanta fino alle grandi installazioni degli anni Duemila, esposte in dialogo con l'architettura rinascimentale di Palazzo Strozzi e, soprattutto, con le opere degli artisti del Quattro-Cinquecento che più lo hanno ispirato: Masolino da Panicale, Jacopo Carucci detto il Pontormo, Paolo Uccello, Lukas Cranach.
Aperta fino al 23 luglio, la mostra fiorentina, a cura di Arturo Galansino (direttore Fondazione Palazzo Strozzi) e Kira Perov (direttore Bill Viola Studio, nonché moglie dell'artista), è articolata tra piano nobile e Strozzina in un percorso che propone il meglio delle creazioni del 66enne maestro newyorchese e al contempo sottolinea il suo legame con Firenze, dove Viola ha respirato Rinascimento e ha lavorato, tra il 1974 e il 1976, come direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione video di Maria Gloria Bicocchi.
Tra i pionieri della videoarte, erede consapevole dell’arte del passato, Viola si lascia ispirare nelle sue opere digitali da temi (la Pietà, la Visitazione), formati (predelle, pale, trittici), perfino procedimenti (come gli studi di prova) propri della tradizione pittorica. Inoltre, cosa rara per un artista contemporaneo, riesce a coinvolgere il grande pubblico, come accaduto nella sua prima grande esibizione italiana, al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2008.
Da un quarantennio il maestro statunitense crea videotapes, videoinstallazioni, ambienti sonori, performance di immagini e musica elettroniche. Nonostante usi strumenti “freddi”, riesce a emozionare lo spettatore. Visitare una sua mostra è un’esperienza, per la spiritualità (tra misticismo cristiano e religioni e filosofie orientali) che pervade la sua arte, concentrata su accadimenti ed emozioni universali (la nascita, la gioia, il dolore, la morte, la relazione con la natura e l’universo) con coraggiosa semplicità.
Contenuti e forme della tradizione pittorica sacra, ripensati e reinventati, vengono riversati da Bill Viola in un contenitore non neutro, che influenza forma e sostanza grazie alla manipolazione elettronica.
Nelle sue opere l’estremo rallentamento delle immagini, con una slow motion esasperata, anima l’istante fissato nel quadro e lo dilata nel tempo, in un prima e un dopo che va oltre l’hic et nunc dell’azione raffigurata. Come nel video del 2002 “Emergence” che richiama l'affresco “Cristo in pietà” di Masolino, opere accostate nella mostra fiorentina: l’emersione del corpo e la sua deposizione a terra avviene nell’arco di quasi 12 minuti, una durata che costringe sguardo e mente a una diversa percezione temporale. Schermi piatti a cristalli liquidi, schermi al plasma, colori in alta definizione, amplificazioni in stereofonia, software sofisticatissimi: il massimo della tecnologia, la stessa che fa correre l’uomo, viene usata in senso opposto da Viola. Così, dura oltre 10 minuti l'ipnotica visione di “The Greeting” (1995), la sua installazione video più celebre, che a Palazzo Strozzi dialoga con l'opera ispiratrice, la “Visitazione” di Pontormo, protagonista del Manierismo con Rosso Fiorentino.
L'azione ripresa da una telecamera fissa dura 45 secondi, poi rallentati fino a dilatare l'azione in una dimensione temporale che fa percepire finezze altrimenti impercettibili, senza per questo disambiguarle.
Perché non è quello lo scopo dell'artista, che mira invece alla pausa, che invita alla lentezza e alla riflessione.
Opere di Bill Viola sono anche in altre sedi, come il Battistero di San Giovanni e il Museo dell'Opera del Duomo, dove sono esposti i video “Observance” (2002) e “Acceptance” (2008), celebri opere dedicate ai temi del dolore e della sofferenza, poste in dialogo con due sculture simbolo del museo, la Maddalena penitente di Donatello e la Pietà Bandini di Michelangelo.
La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Bill Viola Studio. Orari: tutti i giorni 10-20; giovedì: 10-23. Info: 0552645155.
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