Bis vincente per Lupinetti a Venezia

14 Settembre 2020

Il regista di Silvi primo nella sezione Diversità e col team abruzzese porta “Zamuner”

SILVI. La storia di Barak e dei suoi compagni di scuola nello slum di Korogocho (Kenia) raccontata dal regista abruzzese Davide Lupinetti nel docufilm “Under the water” brilla alla Mostra del cinema di Venezia: primo premio nella sezione Diversitá come valore.
Il riconoscimento internazionale corona il sogno del giovane professionista teramano e della sua squadra di lavoro composta dai conterranei Marco Cordone fotoreporter, Pietro Albino Di Pasquale sceneggiatore, Vincenzo D’Eugenio al montaggio. Emozioni al quadrato per Lupinetti presente a Venezia 77 anche con il suo fim dedicato al campione mondiale di canoa 2008 Nicola Zamuner, presentato in anteprima al Lido nello spazio della Regione Veneto.
Realizzato grazie alla Treviso Film Commission e finito di girare nei giorni scorsi , il corto “Nicola Zamuner: dalle Dolomiti a Venezia” racconta l'impresa sportiva del campione travigiano e svela inedite meraviglie venete. «Un doppio sogno essere presente al festival di Venezia con ben due film», commenta emozionato Davide Lupinetti, 26enne originario di Silvi, di ritorno in Abruzzo dal Lido. «Difficile descrivere ciò che rappresenta il premio a “Under the water” se penso all’origine di questa storia. Il nostro sogno é di vedere Barak tornare a camminare e per questo continueremo a batterci raccogliendo fondi nelle scuole e dovunque dove mostreremo il nostro film, un invito all'inclusione e all'integrazione». Autoprodotto dalla piccola casa di produzione abruzzese Storyrec e di recente premiato come miglior documentario al NapoliNord Film Festival 2020, “Under The Water” è girato a Korogocho, una delle tante baraccopoli di Nairobi, e terminato in gennaio poco prima della pandemia da coronavirus.
In otto minuti si racconta una giornata tipo in uno degli slum più poveri del terzo mondo. L’ambiente precario e la discarica di Dandora che sorge proprio alle porte dello slum di Korogocho fanno da sfondo alla storia di Barack, un ragazzo di 9 anni che nonostante la (reversibile) disabilità motoria riesce a vivere alla pari dei suoi compagni. «Un ringraziamento speciale va anche alla scuola dello slum», continua Lupinetti, «dove ci hanno accolto e sostenuti con entusiasmo nelle riprese».