Blade runner: è in arrivo la miniserie

17 Settembre 2022

Nuova scommessa Amazon per il sequel di “2049”, coinvolto pure Ridley Scott

NEW YORK. Dopo il successo di Il Signore degli anelli, gli anelli del potere, Amazon torna alla carica con una nuova miniserie ispirata a uno dei classici del cinema mondiale: Blade Runner 2099, che ha ricevuto luce verde dal colosso dello streaming, sarà un sequel sia del film originale di Ridley Scott uscito nel 1982, sia del successivo 2049 del 2017, diretto da Denis Villeneuve con Ryan Gosling, Ana de Armas e Jared Leto nel cast. Scott, che in febbraio aveva anticipato il progetto in gestazione, è salito a bordo come produttore esecutivo, mentre la showrunner sarà Silka Louisa, già produttrice del thriller di fantascienza Shining girl per Apple Tv, che «ha sviluppato una trama provocatoria» per la serie, come ha fatto sapere Alcon Entertainment, la società che dal 2011 detiene i diritti di Blade Runner e ha finanziato e prodotto sia 2049 che la serie giapponese-americana in Cgi uscita l'anno scorso con il titolo Blade runner: black lotus. «La barra è alta, lo sappiamo e speriamo di essere all'altezza», hanno commentato Andrew Kosove e Broderick Johnson, co-amministratori e fondatori di Alcon, mentre Vernon Sanders di Amazon ha fatto riferimento al film del 1982 con Harrison Ford nella parte del cacciatore di replicanti Rick Deckard come a «uno dei più grandi e influenti film di fantascienza di tutti i tempi».
Non sono ancora chiari i tempi delle riprese e quali attori faranno parte del cast, ma Sanders ha detto che la serie, ambientata cinquant’anni dopo 2049, conserverà «l'intelletto, i temi e lo spirito» dei film precedenti.
Per Amazon Prime, 2099 è la più grossa scommessa finora dopo Anelli del potere: il prequel del Signore degli anelli che ha debuttato a fine agosto è costato circa un miliardo di dollari, tra diritti d'autore e produzione, ampiamente ripagati in termini di audience.
Il primo Blade Runner, con Harrison Ford protagonista insieme a Rutger Hauer, Sean Young e Edward James Olmos, era liberamente ispirato al romanzo di Philip Dick Il cacciatore di androidi. Il film non fu inizialmente un successo al botteghino, incassò a livello globale 259 milioni di dollari a fronte di un budget di 150-185 milioni, ma ricevette forti consensi della critica diventando un vero e proprio cult. Dieci anni dopo l'uscita nelle sale, Scott aveva realizzato il film Director's cut, seguito dal Final cut del 2007, in cui il regista, complice la Warner, fu in grado di esprimere completamente e liberamente la sua visione del film.