“Blumen” , un uomo e una donna che provano a ritrovare l’Eden

L’AQUILA. Storia di una passione. Un uomo e una donna sulla soglia della maturità. Gelosie, piccole schermaglie, qualche ricordo. Una storia come tante altre: l’amore di un tempo, quello di adesso....
L’AQUILA. Storia di una passione. Un uomo e una donna sulla soglia della maturità. Gelosie, piccole schermaglie, qualche ricordo. Una storia come tante altre: l’amore di un tempo, quello di adesso.
Sul palco del Ridotto del tetro Comunale “Antonellini” questa sera alle 21, e in replica pomeridiana domani alle 17.30, “Blumen” di Helmut Langestoss, con la regia di Maria Assunta Calvisi, le scene di Sabrina Cuccu, con Miana Merisi e Luigi Tontoranelli. Una produzione L’Effimero Meraviglioso e Sardegna Teatro oresentata dal Teatro Stabile d’Abruzzo per la stagione teatrale aquilana. «Il gioco teatrale», racconta il protagonista maschile Luigi Tontoranelli, «si dipana tra finzione e realtà, dove la diversità di quest’uomo e questa donna può svelarsi solo scardinando le convenzioni sociali. Adamo ed Eva si ritrovano in una sorta di Inferno-Eden provvisorio dove ritornano nel loro liquido amniotico per rinascere e vivere senza più fobie né pregiudizi. Tra i loro blumen, “fiori” in tedesco. Il teatro è pur sempre un modo per scavare nel profondo dell’anima umana: per mostrare gli abissi più reconditi. E a volte inconfessabili».
In scena due creature che sognano la luna, chiuse in una stanza, immerse nel loro lavoro, soffocate dalla leggerezza di fiori che annusano, strappano, intrecciano, buttano via. Come le loro speranze, come le loro esistenze. Aspettano in questa stanza una luna che forse spunterà. Finché un giorno, non inatteso ma forse troppo atteso, si trovano davanti a un bivio che segnerà il loro destino futuro: la strada “di lui” che prefigura un finale senza ritorno, la strada “di lei” che invece ha un ritorno verso la vita. Un grande psicodramma.
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