Bobulova e Savino, due avvocate da “battaglia”

10 Marzo 2022

Nel ricco cast della nuova serie, dal 15 marzo su Rai1, anche Ghini, Signoris, Marchesi e Trabacchi

ROMA. Una saga sulle famiglie di oggi: la serie Studio Battaglia ci farà osservare le relazioni sentimentali da uno spioncino particolare, lo studio dell'avvocato divorzista. Arriva dal 15 marzo su Rai1 l’adattamento della britannica The Split, divisa in quattro serate. Una produzione Palomar con Tempesta in collaborazione con Rai Fiction, scritta da Lisa Nur Sultan e diretta da Simone Spada.
Aprire la porta dello Studio Battaglia significa accorgersi che un nome può indicare una predisposizione: alla battaglia, appunto. La serie è costruita intorno alle quattro protagoniste di età diverse, dai venti ai sessant'anni: Marina Battaglia (Lunetta Savino), tostissima, a capo di uno degli studi matrimonialisti più importanti di Milano, dove lavora anche la sua secondogenita Nina (Miriam Dalmazio) e la piccola di casa, Viola (Marina Occhionero), l'unica a non aver studiato giurisprudenza, la vera rivoluzionaria di casa che guarda al matrimonio nonostante la giovane età. Anna Battaglia (Barbora Bobulova), invece, ha lasciato il prestigioso studio della madre per un nuovo incarico allo Studio Zander. Una madre e tre figlie, ognuna coi propri sogni e turbamenti, unite, nonostante le differenze, da intelligenza e un'invincibile ironia che le salva ogni volta che tutto sembra crollare, come quando venticinque anni prima il padre Giorgio (Massimo Ghini) se n'era andato. Ma lo vedremo far ritorno («ma cosa cerchi? Ti rendi conto che quando sei andato via c'era ancora la Sip», gli rimprovera l'ex moglie), perché la serie è un faro acceso anche sui costumi di un paese che cambia: non a caso c'è uno studio Battaglia, lussuoso, prestigioso, ma antico, e l'altro studio modernissimo, come lo è Milano. E ancora il collega ed ex di Nina (Giorgio Marchesi), avvocato di punta dello studio rivale dove è appena arrivata Anna. Con il fascino dell'avvocato in carriera single che non deve rendere conto a nessuno, diventerà il terzo incomodo nel matrimonio tra Anna e Alberto (Thomas Trabacchi). Il lavoro si intreccerà con le vicende familiari e sentimentali.
«Questo di Marina è un personaggio piacevolmente scorretto», racconta Lunetta Savino. «La tv, a differenza del cinema, offre la possibilità di ruoli complessi. La scorrettezza di Marina, il suo cinismo, mi ha affascinato molto: non è una madre tradizionale, vuole essere chiamata avvocato. È stato un piacere interpretarla». «Se sono mai stata in tribunale?», replica, «Sì, quando ho divorziato». Sottolinea Barbora Bobulova: «Quando si tratta di un remake, il confronto rende la vita un po’ difficile a noi attori». Nel cast anche Carla Signoris: «Il mio personaggio ha mille sfaccettature. Parte come una poveretta, ma ha la capacità di rialzarsi».
Il racconto intreccia, con un linguaggio contemporaneo, un lungo caso orizzontale (la separazione dei Parmegiani) a numerosi casi di puntata dai risvolti più attuali del diritto di famiglia: unioni civili, accordi di riservatezza, tutela dell'immagine, famiglie omogenitoriali, congelamento degli embrioni, uso dei social media, diffamazione, eredità digitale, insomma tutto l'universo in costante espansione dei rapporti coi nuovi media.