Bocci re di Ballando con le stelle

21 Maggio 2018

L’attore si aggiudica il talent show: «Ma sono già sul set per il nuovo Montalbano»

ROMA. È Cesare Bocci, il Mimì Augello di Montalbano il ballerino che si è aggiudicato, sabato sera, questa edizione del programma televisivo di Rai1, “Ballando con le stelle”, condotto da Milly Carlucci, in coppia con Alessandra Tripoli sul podio grazie a una sensualissima rumba sulle note di “I will always love you” che ha conquistato il 67% dei voti. «È stata un'esperienza bellissima sotto tutti i punti di vista» ha detto Bocci, «prima di tutto dal punto di vista umano perchè artisti come Alessandra, a noi attori debolucci e lamentosi, insegnano l'importanza di andare oltre la fatica e di superare anche il dolore fisico. Lei ballava anche con i piedi sanguinanti come fosse nulla, una cosa incredibile. Io i primi giorni mi fermavo continuamente schiantato dai doloretti».
Che rapporto aveva avuto finora con la danza? «Poco più di quella di coloro che guardano gli altri ballare in discoteca con un cocktail in mano», risponde il 62enne attore di Camerino nelle Marche. «Però nella Cage aux folles avevo stretto nelle braccia Massimo Ghini, il mio partner, magari mi ha insegnato lui. Pensi che avevo fatto persino un musical tanti anni fa con Lorella Cuccarini senza muovere un passo di danza».
Smessi i panni del ballerino però Cesare Bocci indossa di nuovo subito quelli di Mimì Augello: «Si adesso stiamo già girando dal 23 aprile, le nuove puntate del Commissario Montalbano e saremo sul set fino al 22 giugno. Sono altre due puntate e poi finito l'impegno sinceramente mi vorrei prendere un attimo di pausa». Quando riparte? «Si riparte ad ottobre con le prove di uno spettacolo, Pesce d'aprile, tratto dal libro che avevamo scritto con mia moglie Daniela Spada», un libro dallo stesso titolo in cui hanno raccontato la drammatica esperienza che li ha coinvolti quando, dopo il parto della loro bambina, lei è stata colpita da un ictus. «Abbiamo aspettato 17 anni prima di scriverlo e di maturare che la nostra esperienza era un bel messaggio. Mi hanno fatto riflettere anche tanti amici che mi dicevano quanto poteva essere importante che un personaggio pubblico veicolasse un messaggio così importante.
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