Boomdabash: «Non creiamo solo tormentoni»

Il gruppo del beatmaker vastese Mr. Ketra torna l’11 dicembre con “Don’t worry the best of”: 15 anni di carriera e 3 inediti
MESAGNE . «Non sarà un Natale come gli altri e non sarà un brutto Natale, perché avremo la possibilità di riscoprire “altre” cose, affetti, passarlo con le persone che amiamo. È inutile piangersi addosso, prestiamo più tempo anche a noi stessi: cene e cenoni non devono avere tanta importanza, adesso». Ne sono convinti i Boomdabash, che aprono con un tema caldo la videoconferenza di presentazione dell’album “Don’t worry the best of 2005-2020”, in arrivo venerdì 11 dicembre.
«È qualcosa di molto naturale questo “best of”, anche se abbiamo già altri pezzi nuovi», racconta Biggie. «Volevamo regalare qualcosa di diverso ai nostri fan, soprattutto a coloro che non trovavano i nostri primi brani e abbiamo selezionato proprio quelli richiesti da loro». All’interno della raccolta ci sono ben 22 pezzi, fra cui grandi hit come “Mambo salentino” e “Karaoke” con Alessandra Amoroso, “Per un milione”, “Non ti dico no” con Loredana Bertè. «Sì, ci sono anche i nostri tormentoni estivi», ammette Mr. Ketra, pseudonimo dell’abruzzese del gruppo (e solo Ketra quando fa coppia con Takagi), Fabio Clemente (Vasto, 21 marzo 1986). «Mai termine fu così “azzeccato”, perché hanno davvero “tormentato” la gente (ride). Una cosa è certa: non abbiamo mai scritto per “fare un tormentone”, sono delle hit. Ma non è un termine che ci fa arrabbiare, perché se viene ascoltato mille volte al giorno è perché piace e non è un tormento».
Ad aprire la raccolta è il nuovissimo brano “Don’t w, orry”, incalzante inno alla speranza. «Non era nostro intento che potesse essere una canzone per Natale, anche se ci piace moltissimo questa collocazione», spiega ancora Mr. Ketra. «Volevamo che fosse un vero inno alla speranza, proprio per ciò che stiamo vivendo in questo periodo: lo avevamo scritto un anno fa e abbiamo deciso di tirarlo fuori ora. Il brano intende lanciare un messaggio positivo, un invito, nonostante i molti momenti quotidiani di sconforto, a non perdere la speranza». “Marco e Sara” e “Nun tenimme paura”, ft Franco Ricciardi, sono gli altri due inediti della raccolta. Non trascurabili anche “Danger” e “She’s mine”, i primi ad aprire la carriera della band e incisi per la prima volta in assoluto su un supporto fisico. «Siamo cresciuti per strada a Mesagne (provincia di Brindisi) dove non era molto semplice trovare il positivo», racconta Blazon a proposito di “Nun tenimme paura”.
«Abbiamo fatto sacrifici, anche economici, e la musica è la nostra salvezza: ci abbiamo creduto e ci siamo conquistati un piccolo posto nel panorama della musica italiana; da noi c’è la Sacra Corona Unita, un’altra mafia, e abbiamo vissuto il coprifuoco perché nella notte c’erano sparatorie, accoltellamenti ...». I Boomdabash nascono dall’unione del deejay Blazon di Mesagne, dei cantanti Biggie di Mesagne e Payà di Trepuzzi e dal beatmaker vastese Mr. Ketra. L’album comprende altri featuring, da “Il solito italiano” con J-Ax a “Barracuda” ft. Fabri Fibra e Jake La Furia, “L’importante” ft. Otto Ohm, “Pon di riddim” ft. Alborosie e “Gente del Sud” ft. Rocco Hunt. «J-Ax è un artista che ha creduto in noi dal primo giorno», ricorda Biggie. «Nella nostra collaborazione c’è umanità e stima, grande amicizia: avrebbe potuto avere dubbi su di noi, ma aveva visto lungo e su quello che c’era dietro».

