Bottura tra arrosticini e spaghetti alla chitarra «Il mondo ci invidia»

19 Gennaio 2016

Lo chef pluristellato entusiasma la platea: «La corsa del nostro Paese deve ripartire dalla competitività sana»

CHIETI. “No cibo, no party!”. Centro espositivo della Camera di commercio di Chieti, ieri sera. Sul palco di Meet in Cucina “Esperienze di cuochi d'Abruzzo”, a un'ora dalla conclusione come da tabella di marcia, un grintoso Massimo Bottura sta per consegnare al mondo della ristorazione abruzzese e non, un'appassionata dichiarazione d'amore per il Belpaese. E un’esortazione alla fiducia, a credere «nella straordinarietà dei nostri sapori, cucina, cultura, storia», nelle mille risorse del genio italiano, nella singolarità di vivere in un territorio «benedetto da Dio, dalle Dolomiti a Licata». «Unicità che tutto il mondo ci invidia e ci riconosce. E' in questo che dobbiamo credere, è da qui che deve ripartire la ripresa del nostro Paese».

Al centro dei pensieri il supercuoco modenese in vetta alla classifiche della ristorazione mondiale mette le sue tre passioni: la musica, la cucina, l'arte contemporanea. Con la cucina, spiega, si può esprimerle tutte e tre insieme: trasmettere emozioni attraverso le passioni, la creatività, la cultura è la strada da seguire «con occhio critico», senza perdersi nella nostalgia del ricordo. «In Italia», continua con voce vigorosa, «esiste qualcosa di più amato della buona tavola? Da noi il cibo non è nutrimento. E' da sempre rito, celebrazione di nascite, matrimoni, funerali. Ai cuochi italiani basta toccare con sapienza le straordinarie materie prime a disposizione per emozionare il mondo, cosa che ai francesi costa molta tecnica, non disponendo dei nostri tesori! La corsa del nostro Paese deve ripartire dal made in Italy, dalla competitività sana. Esprimere i territori attraverso le medie aziende per riportare l'Italia nel futuro».

Il discorso di chef Bottura è un preludio al suo teatro del gusto. Lo affianca Davide Di Fabio, abruzzese di Bellante, suo secondo cuoco all'Osteria Francescana (Modena) da ormai undici anni. Lo show è un vero happening tra gesti poetici e simbolici, voli pindarici (sulla parte croccante di una lasagna), citazioni artistiche (Toderi, Boetti, Beuys e il suo motto “La rivoluzione siamo noi”), inviti ad assaggiare direttamente dal tavolo di lavoro la Crostatina al limone scomposta e ricomposta da pennellate di crema stile action painting. Per poi mettersi a nudo con l'inedita, giocosa rivisitazione dell'arrosticino sfilzato dallo spiedino e racchiuso – tra spruzzi di mostarda, aceto balsamico e olio d'oliva abruzzese – nel panino giapponese cotto a vapore. Il suo “omaggio all'Abruzzo” nel segno della contaminazione tra oriente e occidente, come a lui piace pensare. Quindi l'assalto dei fan, autografi, selfies. Bottura ha conquistato tutti ancora una volta.

Gongola Massimo Di Cintio, ideatore e organizzatore del meeting insieme a Unione cuochi abruzzesi, Cciaa e Comune di Chieti. Ammirati si dicono anche gli stellati abruzzesi con cui ha diviso il palco durante la giornata: Marcello Spadone e famiglia (La Bandiera, Civitella Casanova), Peppino e Arcangelo Tinari (Villa Maiella, Guardiagrele), Nadia Moscardi (Elodia nel Parco, L'Aquila), Matteo Iannaccone (Café Les Paillottes), Nicola Fossaceca (Al Metrò, San Salvo) Cristian Di Tillio (Il Ritrovo d'Abruzzo Civitella Casanova); assente Niko Romito (Reale, Castel Di Sangro) causa influenza.

L'abbraccio abruzzese è suggellato dalla consegna del “Carraturo” simbolo dell' Ordine dei cavalieri dei maccheroni alla chitarra e dell'Abruzzo gastronomico. Con il dono della “chitarra” arriva anche la nomina di Cavaliere dell'ordine. Bottura accenna a suonare la “chitarra” e raddoppia la sua infusione di fiducia: «La rivoluzione siamo noi, condividiamola, uniamo le esperienze, come non è mai successo prima in Italia!».E ai giovani aspiranti cuochi: «Non dimenticate mai chi siete e da dove venite. E non abbiate fretta di entrare in cucina, studiate, viaggiate e lasciatevi contaminare. Conoscete il mondo, imparate come affumicare un cibo, come riconoscere un vero limone verde, una ceviche,come armonizzare un tacos...».

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