Braccio di ferro sull’aria condizionata

Con il gran caldo in casa e in ufficio è guerra tra salutisti e fan dell’effetto freezer. Ecco come fare
Aria condizionata sì, aria condizionata no. La questione si ripresenta puntualmente con il grande caldo: da una parte i salutisti tout court che vedono nel condizionatore un nemico del benessere, dall’altra quelli che non vogliono rinunciare a questo comfort ritenendolo un alleato indispensabile contro l’afa.Dal condominio all’ufficio, è tutta una battaglia fra chi vorrebbe vivere in una sorta di freezer e gli integralisti salutisti che parlano degli altri come di «drogati dell’aria condizionata». Una disputa che si accende soprattutto negli ambienti di lavoro, nelle situazioni in cui ci si trova a dover condividere spazi e aria, ognuno con le proprie ragioni. Una faccenda controversa ancora irrisolta nel nostro Paese, ma non in altri dove il condizionamento dell’aria è consuetudine ormai assimilata.
La domanda principale riguarda comunque la salute. Gli studi a riguardo indicano che l’aria filtrata artificialmente è salubre, aiuta il sistema di termoregolazione dell’organismo, favorisce il benessere persino sul lavoro, influendo positivamente sul rendimento, la prontezza dei riflessi e la concentrazione. Ma gli stessi studi avvertono che un uso inadeguato ed eccessivo può essere dannoso per la salute e per le prestazioni, aumentando per esempio il numero di errori commessi durante l’attività lavorativa. Ora stanno nascendo alternative ecologiche all’aria condizionata (come il teleraffreddamento), però in Italia queste tecniche non sono ancora molto utilizzate. Il condizionatore resta dunque il sistema più diffuso e popolare per vincere i disagi causati dall’aumento della temperatura. È dimostrato infatti che il caldo eccessivo e l’umidità incidono negativamente sulla salute, sul tono generale di benessere e anche sull’umore, addirittura aggravando ansia e depressione. Conciliare l’afa con lavoro, impegni quotidiani e sonno non è cosa facile. «Tutte le temperature eccessive, sia le alte sia le basse, determinano uno sforzo di adattamento del nostro corpo che, soprattutto nelle persone più fragili (bambini, anziani e malati) può provocare disturbi importanti e, nel caso delle cosiddette ondate di calore, determinare problemi anche gravissimi», spiega il professor Walter Ricciardi, direttore dell’istituto di Igiene della Cattolica di Roma.
Allora il nostro organismo non è programmato per adeguarsi alle temperature più elevate?
«In condizioni di normalità si adatta piuttosto bene ai cambi di temperatura,ma oltre certi limiti le conseguenze sul funzionamento nelle attività di vita o di lavoro possono essere sicuramente negative».
Per fronteggiare il caldo eccessivo, l’aria condizionata fa bene o fa male?
«Sicuramente bene, se usata con intelligenza. È stata l’innovazione tecnologica che ha determinato i più ampi vantaggi in termini di qualità di vita e produttività lavorativa nella storia moderna, in particolare nei Paesi con clima tipicamente continentale o tropicale, dove le temperature estive possono essere elevatissime e in cui la sensazione di malessere è aggravata dall’eccessivo tasso di umidità».
Per chi è indispensabile l’aria condizionata? Per chi invece è dannosa?
«Indispensabile direi solo per gli anziani durante le ondate di calore e per i pazienti gravi in ospedale. Ma il crescente utilizzo, anche in Paesi dal clima temperato come il nostro o in Nord Europa, è favorito dall’elevazione progressiva della temperatura terrestre e determina una qualità di vita sicuramente superiore, particolarmente per il riposo e il sonno notturno. Può essere talvolta dannosa, nei soggetti ipersensibili, per motivi allergici (quando i filtri non sono correttamente gestiti) o nelle persone suscettibili a raffreddamento per vulnerabilità respiratorie o nel sistema di termoregolazione».
Cosa vuol dire farne un utilizzo corretto?
«Non esagerare mai con le basse temperature e con la velocità dell’aria. Idealmente latemperatura non deve mai essere eccessivamente più bassa di quella esterna (esempio fuori 35°, dentro 20°),ma tale da garantire una buona qualità della permanenza nell’ambiente di vita o di lavoro ed evitare gli sbalzi di temperatura e di umidità che possono verificarsi quando si passa dall’ambiente condizionato a quello esterno. Il flusso d’aria non deve essere troppo forte (ma quasi impercettibile) e mai indirizzato direttamente contro il corpo umano».
Casa, auto, ufficio. In quali situazioni è più consona?
«In tutte, se utilizzata in modo corretto. I suggerimenti precedenti valgono ancor di più in auto, dove il rischio di sbalzi di temperatura (entrando e uscendo dalla macchina) e di un flusso d’aria troppo forte e diretto verso specifiche parti del corpo, è frequente».
Quali sono i rischi per la salute se non se ne fa un uso corretto?
«I disturbi più frequenti sono raffreddamento, dolori articolari-muscolari, cervicali, allergie, cefalea, irritazione oculare».