Brignano: lavoro a Capodanno e subito dopo sarò in Abruzzo

21 Dicembre 2022

Con il tour di “Ma... diamoci del tu” il comico arriva al PalaEur la notte del 31 Poi la sera del 15 gennaio lo show farà tappa al Pala Giovanni Paolo II di Pescara

PESCARA. Sono 30 anni che Enrico Brignano ci fa ridere. Il comico e attore romano con origini abruzzesi (orgogliosamente rivendicate) di Palombaro «per parte de mi madre», festeggia i tre decenni di palcoscenico, televisione e cinema con un tour invernale nei teatri. E visto che la ricorrenza è di quelle importanti, Brignano coglie l’occasione per fare festa su festa nella Capitale, portando il suo pubblico al Palazzo dello Sport (all’Eur) per stare insieme l’ultimo dell’anno, 31 dicembre, e divertirsi con lo spettacolo “Ma... diamoci del tu”, in una versione rivisitata.
«Per esorcizzare la povertà, a Roma si prepara come se non ci fosse un domani per il 24 e il 25», ha detto pochi giorni fa l’artista presentando la data romana di San Silvestro da Fabio Fazio. «Te pensa che tanto son contento di festeggiare Natale che a Capodanno lavoro», ha annunciato dunque mescolando vita privata e scena. E il «lavoro» lo porta subito dopo in Abruzzo: “Ma... diamoci del tu” sarà al Pala Giovanni Paolo II di Pescara domenica 15 gennaio alle 21 (organizzazione Best Eventi e Skyline Productions). Il perché del titolo Brignano lo ha spiegato così: «Darsi del tu oggi è ormai la prassi, mentre il “lei” sembra qualcosa di arcaico e formale. Per dire, quando ti chiamano dal call center per proporti di investire l’eredità di pora nonna in cripto valute, usano il lei, probabilmente per renderti più difficile il mandarli a quel paese. Il “lei” è burocratico, lo si usa con le forze dell’ordine o al comune, ma del resto il “tu” che lo sta sostituendo è vuoto, non porta con sé quella confidenza vera, quella familiarità che intendo io». Una considerazione che il comico sviscera in maniera dettagliata quanto esilarante sul palco: «Ultimamente poi, dopo la pandemia che ha acuito le distanze, il tu è diventato ancora più un fatto di forma, ma non di sostanza. E siccome io sono un uomo di sostanza – si dovrebbe capire già solo guardandomi – vorrei recuperare quel tu che ci siamo persi per strada. E ci aggiungo pure quel “Ma” che resetta tutto, che azzera le distanze, che siano sociali, economiche o d’età. L’età… ultimamente ho notato che per colpa della mia età sempre più persone tendono a darmi del lei, un lei che è doloroso come una fitta della sciatica, che è più fastidioso e irritante di quando mi scopro a tirarmi su dal divano esclamando: “hoplà”. Non che rinneghi la mia età, quella ci sta e bisogna tenersela; anzi, mi rende più autorevole. Però, quando parlo alla gente, io voglio darle del tu, mi voglio prendere una certa confidenza per raccontare in modo intimo le insidie del mondo, dalla tecnologia, utile ma infìda, alle varie crisi economiche, ecologiche e sanitarie».