Brignano, show stasera a Francavilla

L’attore romano con lo spettacolo dei record “Ma… diamoci del tu!”: via alle 21.30
FRANCAVILLA AL MARE. Enrico Brignano stasera a Francavilla al Mare col suo “Ma… diamoci del tu!”, show che l’attore romano porta in tour anche questa estate dopo il successo dell’anno passato. L’appuntamento è alle 21.30 in piazza Benedetto Croce (piazza della stazione). L’ingresso è gratuito e senza prenotazione ma ci sarà, per chi vuol stare più comodo, un settore con posti a sedere numerato e a pagamento. La serata è organizzata dal Comune in sinergia con Best Eventi per la festività di San Franco. Dopo il tutto esaurito della tournée invernale Enrico Brignano è tornato sul palco per le date estive pronto a divertire ancora il pubblico. Classe 1966, romano ma con radici anche abruzzesi, allievo e poi compagno di scena del maestro Gigi Proietti, autore di libri e attore di cinema, Brignano è un beniamino della platea teatrale e televisiva, vincitore più volte del Biglietto d’Oro per numero di spettatori ai suoi spettacoli: tra gli altri, “Non sia mai viene qualcuno”, “Sono romano ma non è colpa mia”, “Tutto suo padre”, “Evolushow”, “Enricomincio da me”, “ Innamorato Perso”, “Un’ora sola vi vorrei”, fino a “Ma… diamoci del tu!”. In proposito Brignano dice: «Darsi del tu è ormai la prassi, mentre il “lei” sembra qualcosa di arcaico e formale. Per dire, quando ti chiamano dal call center per discutere che so, la tariffa telefonica, o per proporti di investire l’eredità di pora nonna in criptovalute, usano il lei, probabilmente per renderti più difficile il mandarli a quel paese. Il “lei“ è burocratico, lo si usa con le forze dell’ordine o al Comune, ma del resto il “tu” che lo sta sostituendo è vuoto, non porta con sé quella confidenza vera, la familiarità che intendo io. Ultimamente poi, dopo la pandemia che ha acuito le distanze, il tu è diventato ancora più un fatto di forma, ma non di sostanza. E siccome sono uomo di sostanza, si dovrebbe capire già solo guardandomi, vorrei recuperare quel “tu” che ci siamo persi per strada. E ci aggiungo pure quel “ma” che resetta tutto e azzera le distanze, che siano sociali, economiche o d’età. Quando parlo alla gente voglio darle del tu, voglio prendermi una certa confidenza per raccontare in modo intimo le insidie del mondo, dalla tecnologia, utile ma infìda, alle crisi economiche, ecologiche, sanitarie. Avrei pure un paio di notazioni sull’amore e il sesso, sui rapporti personali e sociali, su certe stranezze di questi tempi… ebbene sì, c’ho tanto da parla’». (afu)

