Busto, libri, mostra per Bajocchi unico garibaldino d’Abruzzo

26 Ottobre 2019

“Mille per uno dei mille” si intitola l’ampio progetto con cui Atri oggi ricorda  il concittadino che morì combattendo alle porte di Palermo il 27 maggio 1860

ATRI. «Quanti hanno vivo il culto degl’Ideali, che valsero ad affrancare la nostra Patria dalla più fosca ed abbietta delle tirannidi, sentiranno il dovere di concorrere a celebrare con fervido entusiasmo i fasti epici del nostro Risorgimento. In quest'ora solenne Atri, che diede i natali all'Unico Abruzzese della leggendaria Spedizione, dimostrerà che essa vive e palpita della vita della Nuova Italia, che è una di pensiero, di animo e di fede nell'onorare i Sommi Fattori del nostro Riscatto».
Con queste parole nel 1911, nel primo cinquantenario dell'Unità Nazionale, l’allora sindaco di Atri, l'avvocato Luigi Vinditti, uomo caparbio di ampia cultura liberale risorgimentale come lo descriveva un illustre concittadino quale Luigi Illuminati, esortava la cittadinanza atriana a conoscere e celebrare Pietro Bajocchi, l'eroe garibaldino che oggi viene nuovamente ricordato dal Comune di Atri con un progetto che questa mattina, dalle ore 9.30 alle ore 13 in piazza Duchi d'Acquaviva, si concretizza in un monumento, un convegno, una mostra e alcuni momenti musicali, dedicato a quell'Uno dei Mille che nacque in Atri il 17 maggio 1834, fu allievo del concittadino mazziniano Ariodante Mambelli, partì da Quarto e morì combattendo da patriota alle porte di Palermo il 27 maggio 1860.
“Mille per uno dei mille. Un monumento per Pietro Bajocchi” è dunque una iniziativa che ha portato alla giornata commemorativa odierna, per la riscoperta della fisionomia storica e umana di Bajocchi. Oltre all’inaugurazione del monumento, realizzato dall’artista atriano Ugo Assogna, sarà aperta una mostra che raccoglie documenti, giornali, pubblicazioni dell’epoca raccolti da Gino Patricelli, accompagnata da conferenze e intrattenimenti musicali a cura della Banda ufficiale dei Garibaldini. Il busto in bronzo è stato realizzato grazie al contributo della ditta Pan Ducale di Atri e all’adesione volontaria di molte persone che con un contributo di 20 euro hanno sostenuto le spese per la sua realizzazione e riceveranno in cambio una copia a tiratura limitata, numerata e personalizzata della rara biografia di Bajocchi pubblicata nel 1886 da Camillo Pace, messa a disposizione dal dottor Ernesto Piccari dal suo archivio privato e ristampata in anastatica dalla tipografia Hatria.
La manifestazione, curata dall’Associazione Mille per Uno dei Mille Pietro Bajocchi, patrocinata dall’Amministrazione comunale di Atri, inizierà con la declamazione di una poesia scritta da Bajocchi da parte dell’attore Filippo Prosperi, cui seguirà l’esibizione della banda diretta dal maestro Claudio Gamberoni. Nell’attigua Chiesa ai Caduti sarà quindi aperta la mostra con documenti storici e alle 9,45 nel teatro Comunale ci sarà il convegno alla presenza, tra gli altri, del sindaco Piergiorgio Ferretti e dell’assessore alla Cultura del Comune di Atri Domenico Felicione, dei rappresentanti dell’Associazione organizzatrice e dell’Associazione Veterani e Reduci Garibaldini sezione Abruzzo-Ortona rappresentata da Gianfranco Paris. Tra gli interventi sono attesi quello dei professori Elso Simone Serpentini, Emilio Marcone e di Ernesto Piccari, donatore del volume originale “Un abruzzese dei mille – Pietro Bajocchi” di Pace.
«A te che dei Mille audaci fosti l’unico figlio d’Abruzzo mille volontà fuse nel bronzo ad eterna memoria posero», si può leggere sulla base del busto realizzato da Assogna per ricordare Bajocchi, una frase che sintetizza perfettamente gli intenti che hanno mosso i promotori dell’iniziativa, sottolineano il sindaco Ferretti e l'assessore Felicione. «Un lavoro realizzato grazie alla sensibilità di tante persone che hanno dato il loro contributo per ricordare un figlio dell’Abruzzo, ma in particolare di Atri, protagonista di una pagina fondamentale della nostra storia che ha portato all’Unità d’Italia».
Così dopo più di un secolo dalle ultime commemorazioni, Atri, la vetusta città d'arte che diede nome all'Adriatico e i natali a tanti celebri personaggi della storia, e che tanti primati conserva nella sua laboriosa opera secolare, riconsegna alla memoria pubblica un’altra figura fondamentale dell'Abruzzo e dell'Italia, ricordando come la conservazione consapevole delle proprie radici rappresenta sempre il punto di partenza per lo stimolo della coscienza civica e per la costruzione del futuro della collettività.
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