Calandra e Liguori girano una commedia «Si ride e si pensa»

3 Giugno 2015

PESCARA. È la storia di un gruppo di senza-dimora che decide di mettere a segno “il grande colpo” al supermercato, mettendo le basi, con il loro fantasioso stratagemma, per una possibile risoluzione...

PESCARA. È la storia di un gruppo di senza-dimora che decide di mettere a segno “il grande colpo” al supermercato, mettendo le basi, con il loro fantasioso stratagemma, per una possibile risoluzione della crisi economica che ci invade e sovrasta. Approdano alla commedia Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori, regista 46enne lui, sceneggiatrice e regista 44enne lei, entrambi di Pescara, città che nei loro lavori fin qui hanno raccontato dalla parte degli ultimi, con realismo non privo di ironia e un tocco di leggerezza. Il nuovo film della coppia di filmaker si intitola “Supermercato”, arriva dopo il docu-film “La Palestra”, storia di riscatto e inedito sguardo sul mondo e la vita dei rom e sinti che vivono nel quartiere-enclave degli zingari pescaresi, il famigerato Rancitelli. E dopo “La marcia degli abracci” , cronaca di un viaggio nell’Argentina delle Madri di Plaza de Mayo in occasione del trentennale della loro associazione.

Per la realizzazione di “Supermercato” Calandra e Liguori si sono affidati al crowdfunding, raccolta fondi “dal basso”, sorta di colletta sul web. Della gestazione del film parla Calandra.

Come nasce “ Supermercato”?

«Abbiamo fatto una bella esperienza con i ragazzi di Train de Vie, il centro polivalente di Pescara dell'associazione On The Road ed è venuto fuori il docufilm “Pane e asfalto” , che ha documentato il laboratorio realizzato con due operatori di prossimità e sei senzatetto di provenienza geografica varia – tunisini, marocchini, siciliani, umbri e calabresi – per prepararli al film Supermercato, commedia di cui saranno protagonisti. Poi abbiamo lanciato la proposta di partecipazione a Giò Di Tonno – e al cantante pescarese il progetto piace molto – all’attore teatrale vestino Giacomo Vallozza. Inoltre, dal momento che la Coop Adriatica ha un rapporto di collaborazione con Train de Vie, abbiamo allacciato tramite loro rapporti con attori oltre i confini abruzzesi che per ora è meglio non citare.

Di cosa parla il film?

L'idea della sceneggiatura è di Maria Grazia (Liguori ndr) ed è nata qualche anno fa, quando lavorava come antitaccheggiatrice in un supermercato: girava con il carrello pieno di finta spesa e guardava. E vedeva chi “arrotondava”: casalinghe, extracomunitari, pensionati, brava gente schiacciata dalla crisi già 8-10 anni fa. Quando ci hanno chiamato a Train de Vie per il doc abbiamo proposto questa sceneggiatura. Scritta ispirandosi a quella di Age e Scarpelli per “I Soliti ignoti” : un gruppo di sventurati insieme per fare una truffa alla grande distribuzione che diventa una beffa, un atto rivalsa contro il sistema che li ha respinti e buttati in strada. Si ride e si riflette, come nella commedia all'italiana anni ’60, nel genere ma non nel modo.

Cosa cambia e cosa resta in “Supermercato” rispetto ai precedenti lavori?

Continuo ad affrontare con tono positivo e propositivo tematiche sociali, senza autocommiserazione, tratto di “sfortunati” con reazioni ironiche, che sanno prendersi in giro oltre a prendere in giro. Altrimenti si viene travolti. In “Pane e asfalto” viene fuori tutta la forza e drammaticità di certe esistenze ai margini: si vede quello che hanno vissuto e come riescono a riderne, facendoci commuovere.

Chi produrrà il film?

«Da un anno cerchiamo soldi, tra banche, enti, privati ... Ovunque grandi complimenti e dichiarazione d’amore, ma poi ai fatti la crisi detta legge e e non si concretizza. La stessa Coop garantisce i locali per il set ma non l’impegno in bilancio. E allora abbiamo pensato al crowdfunding: cercare soldi via internet con una ricompensa per chi partecipa. Andando sul sito www.produzionidalbasso.com, e poi cercando “Supermercato” si scoprono le varie possibilità: con 1000 euro diventi produttore, con 50 hai un foto firmata. In mezzo tante proposte divertenti... Ce la faremo.

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