Camera delle meraviglie al Castello Della Monica

21 Gennaio 2023

Nella dimora neogotica a Teramo 40 preziosi e curiosi pezzi tardo rinascimentali del Museo Bagatti Valsecchi di Milano

TERAMO. Una coppa in conchiglia e ottone dorato, un contenitore per ostie in avorio, diversi cofanetti e forzierini, maschere di acciaio brunito, arnesi e armi, cassoni finemente decorati, due rilucenti armature. Sono 40 i preziosi e curiosi pezzi prestati dal Museo Bagatti Valsecchi di Milano al Castello Della Monica di Teramo per la mostra “La camera delle meraviglie”. L’esposizione, un insieme di oggetti da wunderkammer (camera delle meraviglie), per la prima volta in uscita dalla casa-museo milanese, è stata ideata dallo storico dell’arte Stefano Papetti e da lui curata con Antonio D’Amico, conservatore del Bagatti Valsecchi.
Dopo la riapertura a luglio, è la prima esposizione nel visionario edificio neogotico cosruito tra fine Ottocento e inizi Novecento dal pittore, scultore e architetto Gennaro Della Monica (1836-1917), teramano di origini e formazione napoletane. La mostra è organizzata dal Comune di Teramo e dal museo milanese, un’altra dimora nata dal gusto curioso di collezionisti, in quel caso per oggetti e arredi tardorinascimentali, Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi. «Due fratelli avvocati si appassionano all’arte e all’architettura rinascimentale e viaggiano per l’Europa per capire come ricostruire a metà Ottocento la loro dimora per farne un palazzo nobiliare rinascimentale, dall’architettura agli arredi», ha spiegato D’Amico presentando la mostra alla stampa ieri nel Castello Della Monica «La casa museo viene inaugurata nel 1876. Abbiamo una cellula tardo rinascimentale a Milano e una cellula neogotica a Teramo. Non sappiamo se l’artista teramano abbia mai visitato la nostra casa museo, ma è chiaro che gli interessi erano simili». Lo ha ribadito il professor Papetti sottolineando come Della Monica fosse sintonizzato col gusto europeo di recupero del Medioevo e del Gotico: «Nel 1889 Della Monica inizia una costruzione caratterizzata da eclettismo visionario. Viaggiando per l’Italia ha conosciuto artisti, intellettuali e collezionisti che andavano allestendo dimore ispirate a quel revival gotico che investiva la cultura europea, arricchendole con armi, armature, arredi, dipinti e altri oggetti d’arte medioevali e rinascimentali. Gli oggetti prestati alla mostra dal Museo Bagatti Valsecchi sembrano essere stati sempre qui, nelle sale del castello».
E in effetti, nelle vecchie foto della dimora Della Monica con gli arredi, poi andati dispersi, il curatore ha riscontrato negli interni le stesse cose avute in prestito da Milano, un’armatura all’ingresso, panoplie alle pareti, cassoni e altri oggetti d’arte anticata raccolti dall’artista sul mercato antiquario. «Una mostra che si integra perfettamente con questo luogo», ha aggiunto l’assessore alla cultura Andrea Core. «“La camera delle meraviglie” in quella che è la nostra meraviglia», ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto. «Dopo i primi sei mesi di apertura, in cui abbiamo fatto conoscere il castello restaurato ai teramani, ora questa mostra apre la seconda fase, di conoscenza del castello fuori dai nostri confini». Inaugurazione oggi alle 17 nell’Ipogeo con curatori, sindaco, assessore e la responsabile del Polo museale Gioia Porrini, prima di raggiungere la mostra. Apertura fino al 7 maggio. Orari: mercoledì 10-13, da giovedì a domenica 10-13 e 16-19, lunedì e martedì chiuso. Ingresso libero.