Campiello, l’Abruzzo ancora nella cinquina: c’è Bacà con “Nova”

30 Maggio 2022

VENEZIA. Ben 350 libri da valutare, dei quali oltre una trentina degni di essere discussi: una quindicina che poi è finita in lizza per una votazione sofferta che ha portato alla fatidica cinquina....

VENEZIA. Ben 350 libri da valutare, dei quali oltre una trentina degni di essere discussi: una quindicina che poi è finita in lizza per una votazione sofferta che ha portato alla fatidica cinquina. Sono i numeri della 60ª edizione del Premio Campiello, frutto di un dibattito – quello che si è tenuto per scegliere i cinque che saranno valutati dalla giuria popolare per scegliere tra loro il migliore il 3 settembre alla Fenice di Venezia – pacato, attento, dal quale all’unanimità è emerso un giudizio positivo sulla qualità della scrittura e della narrativa di quest’annata. L’Aula magna Galileo del Palazzo del Bo dell’università di Padova è stata il teatro in cui la giuria ha espresso i propri voti e nominato i 5 finalisti del Campiello, considerato tra i premi di letteratura più ambiti dagli scrittori. E l’Abruzzo, dopo le vittorie di Donatella Di Pietrantonio con “L’Arminuta” e di Remo Rapino con “Vita morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” anche quest’anno c’è. La Giuria dei Letterati, presieduta da Walter Veltroni, ha promosso al 1° turno con 7 voti Antonio Pascale con “La foglia di fico. Storie di alberi, donne, uomini” (Einaudi); al 3° turno con 8 voti lo scrittore di Alba Adriatica Fabio Bacà (nella foto) con “Nova” (Adelphi) (nellafoto), al 5° turno con 7 voti Daniela Ranieri con “Stradario aggiornato di tutti i miei baci” (Ponte alle Grazie), al 7° turno con 7 voti Bernardo Zannoni con “I miei stupidi intenti” (Sellerio), al ballottaggio con 7 voti Elena Stancanelli con “Il tuffatore” (La nave di Teseo). Durante la selezione, la giuria ha annunciato anche il vincitore del Premio Campiello Opera Prima, riconoscimento attribuito dal 2004 ad un autore al suo esordio letterario. Il premio è stato assegnato a Francesca Valente con “Altro nulla da segnalare” (Einaudi). La Giuria dei Letterati era composta da personalità del mondo letterario ed accademico come Pierluigi Battista, giornalista e scrittore; Federico Bertoni, docente di Critica letteraria e letterature comparate all’università di Bologna; Daniela Brogi, docente di Letteratura Italiana contemporanea all’ateneo per Stranieri di Siena; Silvia Calandrelli, direttrice di Rai Cultura, e Edoardo Camurri, scrittore, autore e conduttore televisivo e radiofonico. «Sono felice di aver lavorato con queste persone di grandissima capacità e simpatia umana», dice Veltroni. La parola alla giuria dei lettori.