Campiello Opera prima a Valentini con “Gli 80 di Camporammaglia”

8 Settembre 2018

L'AQUILA. L'aquilano Valerio Valentini con il suo libro “Gli 80 di Camporammaglia” è il vincitore del Premio Campiello Opera prima. La premiazione avverrà a Venezia sabato 15 settembre. Valerio...

L'AQUILA. L'aquilano Valerio Valentini con il suo libro “Gli 80 di Camporammaglia” è il vincitore del Premio Campiello Opera prima. La premiazione avverrà a Venezia sabato 15 settembre.
Valerio Valentini è nato all'Aquila il 24 ottobre del 1991. Cresciuto a Collemare di Sassa, frazione dell'Aquila, nel 2010 si trasferisce a Trento per frequentare l’università. Un Erasmus in Inghilterra, un altro in Francia. Nel frattempo collabora con Minima & Moralia, Internazionale.it e Articolo21 ed entra a far parte della redazione della webzine 404:FileNotFound. Nel 2015 si laurea in Lettere moderne con una tesi sulla descolarizzazione. A Roma studia da giornalista, scrive per Il fattoquotidiano.it e per Il Foglio e altre importanti testate. Questa la motivazione con cui la giuria dei letterati ha motivato il premio: «Dopo il terremoto del 2009, Camporammaglia di Sassa, immaginario (ma non troppo ndr) paese in provincia dell’Aquila, corre il rischio di diventare la capitale del dolore, e di attirare tutta l’attenzione dei media e dei politici. Attorno alla casa di Adelio, gli ottanta abitanti si muovono come sull’aia di un cascinale, sospesi tra stupore e angoscia: figure di resistenza alla catastrofe naturale e alla mutazione sociale. Tra reportage, epos corale e romanzo di formazione, Valerio Valentini, con uno stile che non indulge mai al patetico, in equilibrio tra memorie di infanzia e referto saggistico, mette in scena due cataclismi: il terremoto esterno, che sconvolge le esistenze degli ottanta, e li relega nei moduli abitativi provvisori, e quello interiore, che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Sarà l’organizzazione della festa patronale a dare ai giovani la motivazione per una forma di resistenza che attraversa il tessuto sociale e le vite individuali. La scrittura di Valentini, sorvegliata e ironica, in grado di assorbire elementi dialettali senza scadere nello stereotipo, narra il passaggio da una civiltà ancora contadina, mai mitizzata, alla modernità che stravolge le vite dei tre amici. E mostra come, contro ogni aspettativa, sia possibile ridare un centro al paese e riallacciare le vite e le storie di tutta la comunità». È il primo libro che ha come filo rosso il terremoto dell’Aquila del 2009 a ricevere un premio tanto prestigioso. Il volume edito da Laterza è stato presentato qualche mese fa all’Aquila, a palazzo Fibbioni.
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