Campiello, scelta la cinquina finalista

27 Maggio 2023

Menzione speciale al libro dell’abruzzese scomparsa Ada D’Adamo  

PADOVA. Il confine tradizionalmente fissato nella produzione letteraria tra narrativa e saggistica, si scolorisce fino a dissolversi. È questo il bilancio condiviso dai giurati del 61° Premio Campiello, che ieri hanno definito la cinquina finalista dei volumi che si contenderanno la tradizionale “Vera da pozzo”. La votazione si è tenuta aPalazzo del Bo, la cerimonia di premiazione è fissata per il 16 settembre, al Teatro La Fenice di Venezia.
Tra gli oltre 400 libri valutati, ampio spazio è occupato dalla biografia, l’autobiografia, la storia e il cinema. I giurati, nel tradizionale giro di commenti che precede l’effettiva votazione, hanno fatto emergere da un lato il buono stato di salute di cui gode la letteratura italiana, dall’altro i diversi tentativi falliti di saggisti di cimentarsi con la dimensione narrativa. La giuria dei letterati presieduta da Walter Veltroni ha promosso al primo turno tre romanzi: La Resistenza delle donne, di Benedetta Tobagi (Einaudi); Diario di un’estate marziana di Tommaso Pincio (Perrone) e Centomilioni, di Marta Cai (Einaudi). Al terzo giro di votazione è entrato in cinquina La Sibilla. Vita di Joyce Lussu, di Silvia Ballestra (Laterza), mentre al quinto è stato scelto In cerca di Pan, di Filippo Tuena (Nottetempo). Il Premio Campiello Opera prima è andato a Emiliano Morreale con il romanzo L'ultima innocenza (Sellerio)e la giuria dei letterati ha deciso all’unanimità di conferire anche una menzione speciale al romanzo “Come D’Aria” di Ada D'Adamo, la scrittrice ortonese già tra i 12 finalisti del premio Strega 2023, scomparsa il 1° aprile scorso. «Lo stavamo esaminando con grande attenzione», ha spiegato Veltroni, ma il regolamento non ci consente di considerarlo per la cinquina, per questo abbiamo deciso per una menzione».