Cantautrice e scrittrice, Levante a Pescara

L’artista siciliana questa sera al teatro D’Annunzio per la seconda serata della rassegna di cultura contemporanea
PESCARA . È la sera di Levante al Future Pop Festival, questa sera (ore 21.15) al teatro D'Annunzio di Pescara per la nuova rassegna di cultura contemporanea organizzata dall’Ente Manifestazioni Pescaresi e diretta dal maestro Angelo Valori. Claudia Lagona alias Levante, siciliana di Caltagirone, è l’artista italiana solista più ascoltata lo scorso anno con “Tikibombom”, da lei stessa scritto.
Introspezione, amore per la scrittura e una vena pop con cui ha fatto breccia nel cuore del pubblico, Levante è artista a tutto tondo e «con un linguaggio nuovo» come confermato al Centro dallo stesso Durdust (qui a seguire nostra intervista) autore del brano “Pezzo di me” cantato da Levante in coppia con Max Gazzé. Dall’esordio esplosivo con il singolo “Alfonso” (2013), che ha scalato le classifiche ottenendo la certificazione oro, la cantautrice non si è più fermata: i suoi primi due album “Manuale Distruzione” (2014) e “Abbi Cura Di Te” (2015) le hanno fatto conquistare un pubblico crescente. Il 2017 è l’anno della consacrazione di Levante che esordisce come scrittrice entrando direttamente in classifica con il suo primo romanzo “Se Non Ti Vedo Non Esisti” (Rizzoli). Successivamente pubblica il suo terzo album “Nel Caos Di Stanze Stupefacenti” acclamato da critica e pubblico e subito in cima alle classifiche di vendita (certificato oro, Fimi 2017). Nello stesso anno accetta il ruolo di giudice a XFactor 11. A ottobre 2019 pubblica il suo quarto album “Magmamemoria” per Warner Music Italy (certificato oro) e da cui vengono estratti i singoli “Andrà Tutto Bene”, “Lo Stretto Necessario” con Carmen Consoli e “Bravi Tutti Voi”. 2020 partecipa al 70° Festival di Sanremo con il suo “Tikibombom” che scala le hit. 2021 pubblica “Dall’alba al tramonto”, ballad ipnotica che ruota intorno all'idea comune dei poli opposti, alba e tramonto, giorno e notte, l'inizio e la fine, e tutti quegli estremi che in realtà implicano per loro natura una condizione di reciprocità e dipendenza. «Come il giorno e la notte», afferma l’artista, «anche molte relazioni umane si fondano su una polarità che si rivela solo apparente. Il tema è il timore della fine e la confidenza con l’inizio, per ritrovarsi nella tenera sentenza che quei due opposti sono due volti dello stesso momento«. Riflessione legata indissolubilmente al suo terzo romanzo, “E questo cuore non mente”, uscito lo scorso giugno per Rizzoli. (j.f.)

