Cantico dei Cantici, l’inno alla bellezza on air

4 Maggio 2019

Latini a Pescara con lo spettacolo Premio Ubu ’17: una postazione radiofonica, una panchina, suoni. E l’immaginazione vola

PESCARA. «Pervaso di dolcezza e accudimento, di profumi e immaginazioni, è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi testi che sia mai stato creato; un inno alla bellezza, insieme timida e reclamante, un bolero tra ascolto e relazione, astrazioni e concretezza, un balsamo per corpo e spirito». Così Roberto Latini parla del Cantico dei Cantici, testo tra i più antichi di tutte le letterature che ha adattato per la scena in un modo nuovo e singolare in uno spettacolo che gli è valso il Premio Ubu 2017 come Miglior attore e Miglior progetto sonoro 2017 con le composizioni musicali di Gianluca Misiti e che sarà sul palco del Florian Espace di Pescara, per la rassegna Teatro d’autore e altri linguaggi / Assolononsolo, questa sera alle ore 21.
Quello di Latini con il suo Fortebraccio Teatro – da lui fondato insieme a Gianluca Misiti e Max Mugnai – è un importante ritorno al Florian dopo il recente successo col suo “I Giganti della Montagna”. Ma Pescara e il Florian sono stati negli anni un punto di riferimento per questo artista che si configura come uno dei più grandi attori/autori del teatro italiano.
In una postazione radiofonica Roberto Latini trasforma il Cantico dei Cantici – complici le musiche sempre azzeccate e drammaturgicamente ineccepibili di Gianluca Misiti – in una sorta di Lp da mettere in onda per il piacere degli ascoltatori. Una panchina in proscenio e alle spalle la postazione radiofonica con la scritta on air: sono i due ambienti in cui si compie il dialogo fra dj e un ascoltatore, forse le due facce di una stessa persona che si scioglie e si racconta nel Cantico dei Cantici. «Se lo si legge senza riferimenti religiosi e interpretativi», appunta ancora il regista a proposito del Cantico, «smettendo possibili altre chiavi di lettura, rinunciando a parallelismi, quasi incoscientemente, se lo si dice senza pretesa di cercare altri significati, se si prova a non far caso a chi è che parla, ma solo a quel che dice, senza badare a quale sia la divisione dei capitoli, le parti, se si prova a stare nel suo movimento interno, nella sua sospensione, può apparirci all’improvviso, col suo profumo, come in una dimensione onirica, non di sogno, ma di quel mondo, forse parallelo, forse precedente, dove i sogni e le parole ci scelgono e accompagnano. Non ho tradotto alla lettera le parole, sebbene abbia cercato di rimanervi il più fedele possibile. Ho tradotto alla lettera la sensazione, il sentimento, che mi ha da sempre procurato leggere queste pagine. Ho cercato di assecondarne il tempo, tempo del respiro, della voce e le sue temperature. Ho cercato di non trattenere le parole, per poterle dire, di andarle poi a cercare in giro per il corpo, di averle lì nei pressi, addosso, intorno; ho provato a camminarci accanto, a prendergli la mano, ho chiuso gli occhi e, senza peso, a dormirci insieme».
Lo spettacolo sarà seguito da un Incontro con Roberto Latini e Pippo Di Marca per “Sotto la Tenda dell’Avanguardia”. Biglietto e12, ridotto € 10 Info: 0854224087, 39393509.
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