Caparezza a Vasto «Io, prigioniero della musica»

Il cantante questa sera allo Stadio Aragona: «Lavoro e famiglia dietro questo spettacolo»
VASTO. Venti sold out da novembre a febbraio nei palazzetti, più di 9mila chilometri percorsi a bordo di un furgone da nord a sud dell’Italia e, da giugno a settembre, altre venti date programmate. Caparezza fa tappa questa sera allo Stadio Aragona di Vasto con “Prisoner 709” il tour del suo ultimo album. Il concerto organizzato da Best Eventi, Ro.Ra Spettacoli e dall’agenzia Muzak di Vasto, è in programma alle 21.30. Per la nuova serie di date estive, il cantautore pugliese ha rinnovato la scaletta rispetto ai concerti di primavera nei palazzetti introducendo qualche pezzo rimasto nel cassetto come “Argenti vive”, “L’infinito” e “Sono il tuo sogno eretico”.
«Dietro le quinte di questo spettacolo c’è il lavoro di moltissime persone», ha spiegato Caparezza in una recente intervista a Radio Italia. «Tutte a dare il loro contributo perché io possa esprimere la mia creatività. Dietro uno spettacolo come questo c’è un grande lavoro, un lavoro contagioso che cresce e si espande fino a coinvolgere i promoter, gli addetti alla sicurezza, gli albergatori e persino i venditori di panini appostati in strada. Chi entra in contatto con la mia realtà spesso mi dice che sembriamo una famiglia. In fondo lo siamo perché ci conosciamo da anni, abbiamo superato insieme molti ostacoli, ci vogliamo bene e usiamo lo stesso bagno».
“Prisoner” ha segnato una svolta nel suo percorso artistico e umano. «La musica mi ha dato tanto ma mi ha anche tolto tanto. Del resto, tutte le cose belle della vita - la famiglia, i figli - ti costringono a fare delle rinunce. E per la musica sono stato costretto a rinunciare a un po' di udito». Con queste parole aveva presentato alla fine della scorsa estate, a Milano, il suo nuovo disco a cui è legata la tournée. Una allusione alla “prigione” nella quale Michele Salvemini (questo è il nome di Caparezza) si è ritrovato un paio d'anni fa, quando un deficit uditivo, l’acufene o tinnitus, lo ha costretto a fermarsi e a riflettere. Una trappola reale e allo stesso tempo metaforica che lo ha accomunato, nella sorte, a rockstar del calibro di Neil Young, Eric Clapton, Phil Collins, Chris Martin e Noel Gallagher, solo per citare alcuni di quelli colpiti dalla stessa malattia professionale. Ma “Prisoner” non è solo il frutto di questa riflessione: qualche settimana fa è stato infatti certificato doppio disco di platino per le oltre 100mila copie vendute. L'artista in un post su Instagram ha sottolineato che, nel corso della sua carriera, non aveva mai raggiunto un traguardo simile. Dopo la tappa vastese di stasera, il tour proseguirà fino agli inizi di settembre. Spenti i riflettori, il cantautore di Molfetta e i suoi fan hanno due appuntamenti importanti, sempre nello stesso mese. Usciranno infatti “Prisoner 709 live” un album dal vivo e un documentario con il film del concerto del tour invernale nei palasport che parla appunto della sua esperienza da “prigioniero” attraverso la sua realtà visionaria. In contemporanea a questa uscita e a dieci anni dalla prima edizione, sarà pubblicato da Rizzoli il libro ormai introvabile “Saghe mentali” che raccoglie tutte le “profezie” del rapper accompagnato da una nuova prefazione.
I biglietti per il concerto di questa sera, disponibili sui circuiti TicketOne e CiaoTickets (da 34,50 a 28,75 euro, diritti di prevendita inclusi), si possono acquistare anche al botteghino dello Stadio Aragona a partire dalle 17.
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