Capatonda ladro vanesio in cerca dell’oro del Duce

Alla rassegna romana la commedia di Renato De Maria con Pietro Castellitto e Matilda De Angelis
C’è anche Maccio Capatonda, al secolo Marcello Macchia, comico, attore, regista, sceneggiatore, doppiatore, scrittore, youtuber, cantante (e chi più ne ha più ne metta) di origine vastese, in Rapiniamo il Duce di Renato De Maria, nella colorata commedia tra fumetto e Indiana Jones prodotto da Bibi Film, presentata alla Festa del Cinema di Roma e in arrivo su Netflix dal 26 ottobre. La storia è ambientata a Milano nell'aprile del 1945, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, dove nel caos della guerra Isola (Pietro Castellitto) è il re del mercato nero e Yvonne (Matilda De Angelis) cantante di night club, è la sua amante, che è costretto a condividere con lo spietato Borsalino (Filippo Timi), gerarca e torturatore fascista. Isola e la sua banda, tra cui Tommaso Ragno e Capatonda, scoprono che Mussolini ha nascosto il suo immenso tesoro proprio a Milano. Per Isola il colpo della vita e il suo sogno, rapinare il Duce. Alla banda si unisce Nora (Isabella Ferrari) famosa attrice di regime, moglie di Borsalino. «Da tempo volevo fare un film di rapina», dice il regista, «partendo dalla leggenda del tesoro di Mussolini che quando fu arrestato, si diceva, sparì. Ho immaginato dei rapinatori scalcagnati e improbabili che si buttano su questa rapina impossibile».
Incontenibile Maccio Capatonda, che qualche settimana fa aveva addirittura montato un irresistibile trailer alternativo da titolo Rapino il Duce, in cui si spaccia per regista e interprete principale, giocando sul fatto che per la prima volta è solo attore e non dirige, né scrive il film. Sul red carpet si è presentato in giacca rossa da domatore e pantaloni zebrati con sotto una t-short con il titolo del suo trailer e alla presentazione va a ruota libera, infilando una battuta dopo l’altra. «Il mio personaggio», scherza, «è un pilota famosissimo che ha vinto tutto e che pippava. Quest'ultima parte probabilmente è quella che mi ha aiutato di più». «Non ho fatto il Duce», continua, «perché non sono di quella parte politica. È vero sono pelato, ma non tutti i pelati sono il Duce».
Isabella Ferrari per il personaggio di Nora, si è «ispirata a Crudelia De Mon, ma anche a come fuma la Sharon Stone di Basic istinct. Ho amato tantissimo questo personaggio, non avevo mai fatto una canaglia».
Anche per Filippo Timi, un cattivissimo, «essendo quasi un cartoon mi sono sentito libero di scegliere. Ho pensato di fare il cattivo alla 007, uno che diventa malvagio perché non riesce ad essere il Duce». Anche per la bravissima Matilda De Angelis diverse le fonti di ispirazione: «Ho guardato a film come Porco rosso di Hayao Miyazaki e mi sono poi lasciata andare alla capacità tutta femminile di abbracciare tante contraddizioni allo stesso tempo». Pietro Castellitto sottolinea: «È il cinema di genere, quello con cui sono cresciuto. Non puoi non amarlo anche se siamo più abituati a vederlo che a farlo». Nel cast anche: Alberto Astorri, Luigi Fedele, Coco Rebecca Edogamhe, Maurizio Lombardi, Lorenzo De Moor e Luca Lo Destro.