Carla Tiboni: «Questo premio resterà a Pescara»

Il presidente del “Flaiano”: «Per questa edizione ho pensato a ciò che avrebbe voluto mio padre»
«Ho pensato a cosa avrebbe fatto mio padre pur di non interrompere i Premi Flaiano, sarebbe andato avanti nonostante tutto e a ogni costo. Il rischio era alto ma a volte la caparbietà premia». Carla Tiboni, successore naturale del papà Edoardo, scomparso tre anni fa, alla presidenza dei Premi internazionali Flaiano da lui fondati e intitolati all'amico Ennio Flaiano, racconta di essersi «immedesimata» nello spirito paterno e di aver combinato tenacia e «follia» per portare a compimento la 47esima edizione del premio che stasera (teatro d'Annunzio, lungomare Colombo, inizio 20.30) vivrà il momento clou con la parata di stelle della cultura e dello spettacolo giunte nel capoluogo adriatico a ritirare il Pegaso d'oro. Tiboni, premiati importanti, anteprime internazionali e Pescara capofila della riapertura dei festival del cinema in questa estate post covid.
Un “Flaiano” da primato, com'è stato possibile arrivare a tanto?
I rischi erano molti i collaboratori del premio hanno continuato a crederci nonostante il rinvio generale delle manifestazioni causa emergenza sanitaria. Qui ha fatto la differenza il lavoro straordinario delle giurie, vero valore aggiunto dei premi Flaiano, nonostante non ci si potesse incontrare hanno lavorato via mail e in videoconferenza. In questi mesi abbiamo lavorato nel silenzio e nel rispetto della tragedia che stava accadendo, convinti di quanto fosse necessario dare un segnale di positività. C'è anche da registrare la volontà di far ripartire il Paese attraverso la cultura e il turismo, binomio inscindibile per essere vincente. E il desiderio di dare una nuova normalità a quanto oscurato dai mesi del lockdown, la voglia di rivedersi. Ne è uscita un'edizione fresca come dopo un temporale, questa edizione segna un nuovo inizio anche per il premio Flaiano.
Com'è stata l'affluenza al Flaiano film festival?
Cinquecento spettatori per serata può ben dirsi un successo, l'emozione di ritrovarsi insieme davanti a un grande schermo, finalmente tornare ad assaporare del buon cinema non più in solitudine, insomma una liberazione con la novità delle proiezioni all'aperto, modalità che andrebbe sfruttata da giugno a settembre. E' una delle idee in prospettiva quella di allungare la durata del nostro festival. Un grazie va anche alla straordinaria direzione artistica di Riccardo Milani che ha saputo coniugare film restaurati dalla cineteca di Bologna e panorama contemporaneo con le opere prime dei giovani autori. Altra peculiarità del Flaiano è lo sguardo sui giovani talenti. Coltiviamo l'idea di un laboratorio permanente di cinematografia a Pescara, per questo è necessaria la ristrutturazione materiale e organizzativa interna del MediaMuseum in piazza Alessandrini. Finalmente si sente parlare di film commission operativa in Abruzzo, sarebbe l'occasione per offrire formazione in sede ai giovani interessati a lavorare nel cinema, sceneggiatura, teatro. Per realizzare tutto questo occorrono finanziamenti.
Che sostegni ha avuto il Premio Flaiano quest'anno?
Quest'anno la piacevole scoperta dell'aiuto economico istituzionale, Comune di Pescara e Regione, la conferma di sponsor storici e l'ingresso di nuovi partner privati che restano volutamente anonimi. Finalmente impresa privata e pubblica investono sul territorio passando per la cultura.
A quante persone dà lavoro il Premio Flaiano?
Durante l'anno l'impegno lavorativo dell'associazione è portato avanti da 5-6 persone ma intorno all'organizzazione del premio ruota un sistema economico di almeno cinquanta persone nei mesi più caldi, questo perché gli ospiti che arrivano sono sempre più importanti e richiedono adeguata accoglienza, per non parlare del relativo indotto. E' importantissimo capire quanto cultura e turismo possano fare congiuntamente per il territorio con manifestazioni di carattere internazionale come questa capace di catalizzare l'attenzione su Pescara e l'Abruzzo.
Il Flaiano migrerà a Roma?
Il Flaiano è e resta legato a Pescara e all'Abruzzo, non può esistere in altro luogo e penso che nemmeno Flaiano ne gradirebbe la migrazione.
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