Carmen Consoli: «Ecco le mie Sirene rock con orchestra»

14 Aprile 2018

«Porto le mie Sirene dall’esperienza del tour fino ad un album registrato in presa diretta». A raccontare è Carmen Consoli, a Milano per presentare il nuovo album Eco di Sirene, uscito ieri e...

«Porto le mie Sirene dall’esperienza del tour fino ad un album registrato in presa diretta». A raccontare è Carmen Consoli, a Milano per presentare il nuovo album Eco di Sirene, uscito ieri e discendente diretto di quel tour omonimo con il quale la cantantessa catanese ha portato in giro per i teatri d’Italia (ma anche all’estero) il suo repertorio arrangiato per orchestra.
Un piccola orchestra, per la precisione, composta da lei stessa alla chitarra, Emilia Belfiore al violino e Claudia Della Gatta al violoncello. La formazione è poi la stessa che ha registrato le canzoni per l’album, 22 di cui 20 di repertorio oltre ai 2 inediti Uomini topo e Tano. «Il rock è qualcosa che destabilizza», racconta la Consoli, «e possono esserlo anche le canzoni fatte solo con voce e chitarra». Il progetto discografico, si diceva, è figlio di un tour che per la cantautrice è stato anche una sorta di esperimento. «Volevo vedere i miei pezzi sotto un’altra luce», dice la voce di Parole di burro, L'ultimo bacio, Amore di plastica e tutte le altre contenute nel doppio cd, «e a confronto con un’altra mia passione come lo scrivere per orchestre. Abbiamo creato una piccola orchestra da camera e siamo partiti con cautela programmando pochi concerti. Alla fine ne abbiamo fatti più di 60». Per registrare, Carmen e le sue due “sirene” sono andate al Forum Village di Roma, aperto sul finire degli anni ’60 da Ennio Morricone e dove sono state registrate tra le più importanti colonne sonore del cinema. «C’era un’atmosfera particolare», ricorda, «e abbiamo deciso di fare tutto in modo analogico con le macchine trovate sul posto. Abbiamo anche ordinato dei nastri di registrazione dalla Germania, così che nel disco sono finite anche quelle imprecisioni umane sulle quali non era di fatto possibile intervenire». Anche nelle due nuove canzoni, la Consoli torna a raccontare la società di oggi attraverso quella di ieri, guardando anche al futuro. Se Tano racconta la condizione della donna tenuta a «sopportare i masculi», tra le righe di Uomini topo c'è la mancanza di empatia tra le persone e la difficile convivenza e tolleranza tra gli esseri viventi. «Alle elezioni ero indecisa», osserva, «come in tanti. Mi colloco politicamente a sinistra e anche se il Pd mi ha deluso, mi sono turata il naso e l’ho votato sperando chetorni un partito vicino alle persone». (c.m.)