Casa Rosato va in mostra

Capolavori dell’arte abruzzese a Usomagazzino di Pescara
PESCARA. Due studi di Francesco Paolo Michetti di fine Ottocento-primo Novecento, un'ansa di fiume e il dramma degli uomini che si sospingono in un bozzetto per la “Processione degli storpi”, e uno studio di “Stanza degli amanti” (1963, olio su tela) di Concetto Pozzati (Vò di Padova 1935) sono tra i pezzi d'arte di particolare richiamo anche per il mercato, esposti da Lucio Rosato a partire fino al 14 maggio nel suo spazio Usomagazzino in via Spaventa a Pescara. “Transizioni /di casa in casa” è il titolo della mostra della composita collezione di casa Rosato, conservata dalla famiglia dell’84enne scrittore e critico Giuseppe Rosato, nei suoi spostamenti tra la residenza di Pescara e la casa in corso Roma a Lanciano. Pezzi per lo più mai esposti al pubblico che faranno la gioia dei cultori del Novecento, abruzzese e non solo. Lavori dei maestri: Pietro Cascella, Luciano Di Bernardo, Antonio Di Tommaso, Francesco Paolo Michetti, Giovanni Pittoni, Concetto Pozzati, Emilio Sobrero, Federico Spoltore. Pittura e scultura, colore e forma, concettualità e materia, segni della memoria legati al territorio e raccolti con attenzione dall'attività di Giuseppe Rosato. I pezzi di Michetti (Tocco da Casauria 1851 - Francavilla al mare 1929) e Pozzati che dialogano a distanza con l'Ape, raffinato bronzo di Pietro Cascella (Pescara 1921 - Pietrasanta 2008) del 1976; le figure oniriche di Luciano Di Bernardo (Penne 1940, vive e lavora a Bologna); le sagome brune di Emilio Sobrero (Torino 1890- Roma 1964), la terracotta acuminata e vitale di Antonio Di Tommaso (Frisa 1945, vive e lavora a Firenze), la rasserenante tela di Federico Spoltore (Lanciano 1902 -1988); infine, una natura morta, tra le ultime ma sempre misurate di Giovanni Pittoni (Catignano 1905- Giulianova 1986). Il percorso espositivo è modulato e risolto in avvicinamenti e distanze, lavori diversi tra loro per linguaggio e ambiti di ricerca, perciò ognuno con un motivo di interesse proprio e in ogni caso tra i più significativi del novecento, sottolinea l'architetto Lucio Rosato. Che al dialogo mai interrotto con i segni della memoria ha voluto accostare due suoi lavori di “altra architettura”, “Tavolo di riflessione” e otto piccole “Case in pietra nera di Tunisi”. «In attesa», spiega, «che questo prezioso patrimonio di vissuto domestico trovi finalmente una casa ideale, quale sarebbe l'auspicato museo del novecento abruzzese, idea al momento non prioritaria per il territorio».
Gli orari per visitare la mostra (ingresso libero) sono dalle 18 alle 20 dal martedì al sabato.
Jolanda Ferrara
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