Castelli di memorie, il podcast per scoprire i borghi abruzzesi

23 Ottobre 2023

La serie fa parte del progetto di concerti e iniziative promosso dai Solisti Aquilani In sei puntate lo scrittore Chiappanuvoli racconta la realtà delle aree interne

L'AQUILA. Capire come la memoria dei luoghi può diventare uno strumento di rilancio sociale ed economico. È stato concepito con questo obiettivo Castelli di memorie, una nuova serie podcast realizzata da Chora Media e promossa dai Solisti Aquilani nell'ambito dell'omonimo progetto che ha visto concerti e iniziative multimediali in dieci comuni del Cratere. Come viene spiegato dagli editori di Chora Media, l'Italia dei borghi a cui il turismo ci ha abituati negli ultimi anni ha portato alla creazione di un immaginario in cui i paesi sono simili a cartoline, oasi di pace lontane dal caos cittadino, in cui recarsi solo in funzione della loro capacità di attrarre visitatori. Eppure i piccoli paesi, che da decenni affrontano anche un declino sociale ed economico senza precedenti, sono molto di più: è proprio in questi territori che si concentra gran parte della nostra biodiversità e che si custodisce la memoria collettiva fatta di tradizioni, prodotti tipici, antichi mestieri, monumenti e beni architettonici.
Voce narrante e coautore del podcast, Alessandro Chiappanuvoli, scrittore ed esperto di sviluppo del territorio, già voce autoriale del podcast L'Aquila Fenice, compie in cinque episodi un viaggio attraverso l'Appennino centrale per scoprire insieme ad abitanti, amministratori locali ed esperti, come si può costruire un futuro diverso e sostenibile tramite la rigenerazione urbana, la riattivazione di comunità e il fiorire di progetti artistici e culturali. «Siamo riusciti a toccare il cuore dei paesi, ossia le loro comunità», è la sua testimonianza. «Abbiamo trovato una vitalità e uno spirito sorprendenti. Da questo incontro sono nati racconti, storie che hanno animato le giornate degli eventi e arricchito il podcast».
Castelli di memorie è disponibile su tutte le app in versione gratuita (Spotify, ApplePodcast, Spreaker, Google Podcasts) con un nuovo episodio ogni venerdì fino al 17 novembre. Progetti video sono stati realizzati, parallelamente, da Francesco Paolucci, sempre su iniziativa dei Solisti Aquilani.
IL PROGETTO
Tra luglio e agosto si sono tenuti i concerti (tutti con l'esecuzione delle Quattro stagioni di Vivaldi) ad Amatrice e in altri nove paesi della provincia dell'Aquila: Fossa, Tione degli Abruzzi, Navelli, Castel del Monte, Fontecchio, Barisciano, Santo Stefano di Sessanio, Acciano, Montereale. Oltre alla musica dei Solisti Aquilani, in ogni località si sono svolti “walk and talk” con studiosi, ricercatori, giornalisti, artisti, rappresentanti di associazioni, persone del luogo, oltre a degustazioni e mercatini. Il progetto, iniziato a febbraio, ha coinvolto anche l'Università degli studi dell'Aquila, l'Usrc, Ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del Cratere, le cooperative di comunità, le pro loco, le associazioni più attive nei territori.
All'incontro conclusivo, all'interno di palazzo Fibbioni, nel centro storico del capoluogo, hanno partecipato, tra gli altri, il direttore artistico dei Solisti Aquilani Maurizio Cocciolito, la project manager Stefania Ziglio, la ricercatrice di Pedagogia generale e sociale dell'università dell'Aquila Silvia Nanni e la presidente dell'associazione Harp Valeria Pica. Dopo l'introduzione del presidente dei Solisti Aquilani, Fabrizio De Agostini Dragonetti de Torres, i saluti istituzionali sono stati portati dal vicesindaco, Raffaele Daniele, per il Comune capoluogo; dal presidente dell'assemblea dei soci, Fabrizio Marinelli, per la Fondazione Carispaq; da Raffaello Fico, titolare dell'Usrc. «Ogni tappa del festival è stata molto più di un concerto», ha detto Ziglio. «Partecipare alla bellezza ha prevalso su differenze o divisioni più o meno visibili. Castelli di memorie ci ha dimostrato quanto le comunità dei paesi siano pronte a dare il loro fondamentale contributo al processo di ricostruzione culturale».
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