Castellitto amorale maneggione in “Il tuttofare”

Arriva la coppia Barden-Cruz a raccontare la passione letale tra Escobar e Virginia Vallejo
Sembra uscito dalla galleria di gaglioffi della classica commedia all’italiana Salvatore “Toti” Bellastella. Un Sergio Castellitto in gran forma interpreta lo spregiudicato e cialtrone avvocato penalista al centro de Il tuttofare, esordio alla regia di Valerio Attanasio, già sceneggiatore del primo (e più riuscito) Smetto quando voglio.
Il maneggione Toti ha nel suo studio una schiera di giovani e sfruttati praticanti, tra i quali il candido Antonio Bonocore (Guglielmo Poggi), che si fa in quattro per 300 euro al mese. Per Toti fa di tutto: assistente, autista, cameriere, cuoco perfino, finché il principale non gli chiede di sposare la sua amante Isabel (Clara Alonso), per di più incinta, col miraggio di un contratto regolare. Elena Sofia Ricci è la dispotica moglie ricca di Toti.
Attorno ai soldi ruota Molly’s Game di Aaron Sorkin, con Jessica Chastain nei panni di Molly Bloom (l’“Ulisse” di Joyce però non c’entra nulla), ex promessa della nazionale di sci, ex studentessa di legge a Harvard diventata regina del poker. La storia raccontata in questo film complesso come il gioco del poker è vera: nel 2004, la giovane Molly sbarca a Los Angeles in cerca di avventure prima di iniziare gli studi. Per guadagnarsi da vivere comincia a lavorare come assistente di un organizzatore di partite clandestine di poker ma poi decide di mettersi in proprio. Un club esclusivo frequentato da miliardari, divi del cinema, campioni sportivi, politici. Ma ai tavoli dell’ignara Molly, nelle principesche suite di lussuosi hotel di New York e Los Angeles, sedevano anche i mafiosi russi.
Alla fine il traffico non sfuggì all’Fbi, che arrestò Molly nel 2013. Nel cast Idris Elba (l’avvocato difensore della biscazziera), Kevin Costner (il padre Larry Bloom), Michael Cera (uno dei giocatori). Dal libro autobiografico della protagonista. Storia vera anche in Escobar - Il fascino del male di Fernando León de Aranoa, con Javier Bardem (anche produttore) e Penélope Cruz, coppia nella vita, interpreti del narcotrafficante internazionale Pablo Escobar e della popolare giornalista televisiva colombiana Virginia Vallejo, che intrecciarono una passionale e turbolenta relazione.
Il film è una ricostruzione molto precisa dell’ascesa e caduta del feroce signore della droga, incastrato proprio da Virginia, che per tirarsi fuori dall’abisso decise di collaborare con la giustizia. Dal libro autobiografico della donna.
Juliette Binoche è Isabelle, affascinante e romantica cinquantenne in crisi amorosa e di identità nel film della regista francese Claire Denis L’amore secondo Isabelle, liberamente ispirato ai “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes. Isabelle, una pittrice separata e con una figlia di dieci anni, si divide fra molti uomini, ma è soprattutto alla ricerca di se stessa. Il suo amante fisso è un banchiere sposato (Xavier Beauvois) che non ha alcuna intenzione di lasciare la moglie. Poi c’è un attore vanitoso (Nicolas Duvauchelle) e altre presenze, tra cui Gérard Depardieu. Nel cast anche Valeria Bruni Tedeschi, non nuova ai film di Claire Denis. Momento clou con “At Last” di Etta James.
Dalla Francia arriva anche il thriller erotico Doppio amore, nuovo enigma costruito da François Ozon, in cui tornano tutti i temi cari al regista di “8 donne e un mistero”: la seduzione, l’inganno, il gioco di specchi e di doppi tra realtà e fantasia. La 25enne Chloé (Marine Vacth) ha un incessante dolore e somatizza un segreto. Per affrontarlo va in terapia dall’analista Paul (Jérémie Renier). Ma lo psicoterapeuta improvvisamente mette fine alle sedute perché attratto da lei. Anche Chloé è innamorata di lui. I due decidono di convivere. La ragazza trasloca nell’appartamento di Paul. Ma un giorno scopre che il compagno le nasconde l’esistenza del gemello Louis, che svolge la stessa professione in un altro quartiere di Parigi. Incuriosita, prende un appuntamento.
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