Cercas: «Condoglianze a chi non legge»

30 Maggio 2022

Lo scrittore spagnolo ha presentato il suo “Il castello di Barbablù”

TORINO. «La letteratura è un piacere come il sesso, ma anche una forma di conoscenza come il sesso. Quando qualcuno mi dice che non gli piace leggere mi viene da fargli le condoglianze». Lo ha detto lo scrittore spagnolo Javier Cercas che ha presentato al Circolo dei Lettori il suo nuovo libro “Il castello di Barbablù”, 3° episodio della saga di Melchor Marin dopo “Terra Alta” e “Indipendenza”. «Un quarto libro? È difficile ma non lo escludo» ha rivelato. «Questa trilogia nasce dalla voglia di reinventarsi, di dire cose nuove, di trovare in me stesso uno scrittore nuovo. La mia ambizione è di trovare tutte le persone che ci sono dentro di me e tutti gli scrittori. L’identità è una finzione. Tutti i miei libri in realtà sono gialli e tutti i libri che amo sono gialli», ha aggiunto. «C’è un enigma e qualcuno che lo vuole decifrare. Qualcuno pensa che il giallo sia un genere minore, è un pregiudizio contro cui non si può lottare, ma chi pensa questo non sa cos’è la letteratura». Cercas, intervistato dal suo traduttore Bruno Arpaja, ha aggiunto che «i libri salvano la vita. Non parlano di altro, ma di noi. Scrivere un romanzo è formulare una domanda complessa nel modo più complesso possibile e non rispondere in modo chiaro, ma ambiguo».