“Ci vuole orecchio”, l’omaggio di Elio al grande Enzo Jannacci

Il cantante, comico e musicista milanese stasera alle 21 al Comunale di Atri Senza “le Storie Tese”, ma con una band di musicisti talentuosi e giocherelloni
ATRI. Prende il titolo da una delle più famose canzoni di Enzo Jannacci lo spettacolo che Elio (delle Storie Tese) porta stasera al teatro Comunale di Atri, secondo appuntamento della stagione di prosa curata da Pino Strabioli per il Comune. Ci vuole orecchio – Elio canta e recita Enzo Jannacci è in programma alle 21.
Con l’attore, comico e musicista saranno in scena Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida batteria, Pietro Martinelli basso e contrabbasso, Sophia Tomelleri sassofono, Giulio Tullio trombone.
Forse solo Elio (al secolo Stefano Belisari) poteva reinterpretare il vasto repertorio musicale e teatrale del medico, cantautore, cabarettista, pianista e attore Enzo Jannacci (1935-2013), non solo per le comuni origini meneghine, ma soprattutto per lo stretto legame tessuto da ognuno tra la musica e la comicità surreale e nonsense, sotto la quale molte verità. Ci vuole orecchio (famosissimo pezzo del 1980 scritto da Jannacci con gli umoristi Gino e Michele) vive sul confronto tra due saltimbanchi della musica attraverso lo sterminato canzoniere e gli irresistibili gag e numeri del geniale Enzo Jannacci, vero caposcuola del cabaret italiano e musicista eclettico. Un confronto arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada, reali o ideali, dell’autore di El purtava i scarp del tennis, Quelli che, Faceva il palo, Vengo anch’io e tante altre canzoni rimaste nella memoria collettiva.
Vengono così evocati personaggi straordinari: Beppe Viola (coautore nelle canzoni Rido, Secondo te... Che gusto c'è?, Saxophone, Vincenzina e la fabbrica), Cesare Zavattini, Franco Loi, Umberto Eco, Dario Fo, Carlo Emilio Gadda, Giorgio Gaber, Cochi e Reanto, Michele Serra, gli artisti che alla fine degli anni Settanta insieme al “gransimpatico” animarono il mitico Derby Club di Milano.
Regia e drammaturgia di Giorgio Gallione, autore pure della colorata scena in cui Elio si muove insieme ai musicisti; di Paolo Silvestri gli arrangiamenti delle stralunate canzoni di Jannacci.
La stagione atriana proseguirà con Il Dio bambino (sabato 3 febbraio) con Fabio Troiano nel monologo del 1993 di Giorgio Gaber e Sandro Luporini; sabato 17 ci sarà La madre di Florian Zeller, con Lunetta Savino e Andrea Renzi; sabato 9 marzo Il teorema della rana di N.L. White con Luca Ferrini; lunedì 25 l sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij, interpretato da Gabriele Lavia; sabato 6 aprile Carta Straccia di Mario Gelardi, con Pino Strabioli e Sabrina Knaflitz.
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