“Cielo aperto” chiude Docudì ’24 e il pubblico sceglierà il vincitore

PESCARA. Atto conclusivo di Docudì 2024 con la serata delle premiazioni, in calendario oggi nell’auditorium Cerulli a Pescara. L’11esima edizione del concorso di cinema documentario, organizzato da...
PESCARA. Atto conclusivo di Docudì 2024 con la serata delle premiazioni, in calendario oggi nell’auditorium Cerulli a Pescara. L’11esima edizione del concorso di cinema documentario, organizzato da Acma Associazione cinematografica multimediale abruzzese, si congeda con un programma che prevede oltre alla proclamazione dei vincitori la proiezione in prima regionale del film fuori concorso “Cielo aperto” di Ruggero Romano, che racconta di comunità unite nel tentativo di riappropriarsi della propria città, Venezia.
La serata finale inizierà alle 18.15, protagonisti registi e autori premiati. Ingresso come sempre gratuito. Il concorso prevedeva quest’anno una sola sezione competitiva, “Panorama Italiano”, con sei documentari in gara, presentati uno a settimana, ogni giovedì dal 28 marzo in poi. Diversi i temi, i contenuti, le poetiche dei film, accomunati dal sottolineare il valore di luoghi e relazioni. Ogni proiezione è stata accompagnata da incontri con gli autori e dibattiti in cui sono state poste a confronto le molte declinazioni del cinema del reale. Questi i lavori che si contendono il Premio del pubblico per il miglior documentario, scelto dalla giuria popolare degli spettatori, e il Premio per il miglior documentario sociale, scelto da Acma: “Sulla via dei due padri” di Bruno Palma, “Inguardabile” di Marilena Pisciella (in collaborazione con Cristina Núñez), “La casa viola” di Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori, “Un compagno di nome Enrico” di Andrea Sangiovanni e Andrea D’Amico, “L’uomo più buono del mondo” di Angelo Figorilli e Francesco Paolucci, “Noélle in nessun posto” di Clara Pazzaglia, “Sospesi” di Martina Dall’Ara.
Alle ore 18.45, al termine delle premiazioni, proiezione di “Cielo aperto”, film annunciato nella 79ª Mostra di Venezia. Interviene l’autore, il regista e produttore Ruggero Romano, che vive e lavora tra Vancouver e Venezia. E nella Serenissima è girato questo documentario che riflette sulla ricerca e azione sociale delle nuove generazioni in una città stretta tra la sua fragile bellezza e il turismo di massa, fra tradizione e globalizzazione. “Cielo Aperto” intreccia sei narrazioni per raccontare una storia multiculturale di resilienza a Venezia, con i giovani impegnati in una riflessione sui mutamenti della loro città, per tentare di riappropriarsene. Nell’incontro col pubblico Romano parlerà anche del nuovo modello di distribuzione “Cinema Sospeso”, attraverso cui distribuisce “Cielo Aperto”, un modello ispirato alla tradizione napoletana del “caffè sospeso”, che consiste nell’ordinare due caffè e lasciarne uno pagato da offrire al prossimo. Il Cinema Sospeso adotta lo stesso principio di generosità: lo spettatore ha l’opportunità a fine proiezione di regalare uno o più biglietti per la successiva proiezione in un’altra città. In questo modo, associazioni e collettivi culturali potranno ospitare la proiezione ad accesso gratuito, rendendo possibile un tour cinematografico svincolato dai tradizionali meccanismi di distribuzione. Il Cinema Sospeso sostiene le produzioni di cinema indipendente e trasforma lo spettatore da osservatore a promotore della cultura cinematografica. Secondo Romano «il successo del Cinema Sospeso dipende dalla partecipazione attiva del pubblico e dall’impegno delle comunità locali in un processo fondato sul dono».