“Cimbalu d’amuri”, canti da Palermo

MASSA D’ALBE. Tra Seicento e Settecento Palermo, tra luci e ombre, visse un periodo di grandi trasformazioni d innovazioni, in cui la città assunse l’aspetto di grande capitale. Soprattutto per la...
MASSA D’ALBE. Tra Seicento e Settecento Palermo, tra luci e ombre, visse un periodo di grandi trasformazioni d innovazioni, in cui la città assunse l’aspetto di grande capitale. Soprattutto per la musica fu un periodo di incantato fervore. Stili ed etnie si mescolavano in straordinaria creatività. Festiv’Alba propone domani, ore 21.15, nella chiesa di San Pietro sul sito archeologico di Alba Fucens, a Massa d’Albe, “Cimbalu d’amuri – Canzoni d'amore a Palermo e in Sicilia nel Seicento”, con l’Arianna Art ensemble, composto da Debora Troìa voce, Paolo Rigano chitarra barocca, Silvio Natoli, tiorba, colascione, Cinzia Guarino clavicembalo, Matteo Rabolini percussioni. Le musiche di questo spettacolo, frutto di una ricerca musicologica di Paolo Rigano, mirano a ricreare la luce e l’atmosfera nelle strade e nei vicoli delle città siciliane e di Palermo, durante la dominazione spagnola. Danze , tonos humanos, canzoni- arie antiche siciliane sono eseguiti con gli strumenti dell’ epoca e la tecnica esecutiva del tempo. I brani musicali sono collegati da un testo tratto dal racconto “Canto perchè l’amor non passa” di Gianfranco Perriera. In scaletta anche I Sarracini adorano lu sole e La Dama d’Aragò (Anonimi); di Pasquini, Partite diverse di follia; di Josè Marin (1618-1699) No piense Menguilla; di Antonio De Santa Cruz, Jacaras; di Josè Marìn, Nina como tu es mudanzas; Anonimo Capona, Mi votu e mi rivotu, Tarantella Siciliana, Cimbalu d’amuri.

