Civitarese finalista al Premio Brancati

6 Giugno 2019

In lizza nella sezione Giovani lo scrittore di Pavia originario di Villa Rogatti di Ortona

PESCARA. Sono stati resi noti i finalisti delle tre categorie del Premio Brancati, giunto alla sua 50esima edizione e dedicato dal Comune di Zafferana Etnea a Vitaliano Brancati, lo scrittore siciliano che scrisse alcune sue opere proprio in questo paese della provincia di Catania.
Per la Narrativa sono state selezionate tre scrittrici: Sandra Petrignani con «La Corsara - Ritratto di Natalia Ginzburg» (Neri Pozza), Rosella Postorino con «Le Assaggiatrici» (Feltrinelli) e Benedetta Cibrario con «Il rumore del mondo» (Mondadori).
Per la categoria Poesia sono state selezionate «Historiae» (Einaudi) di Antonella Anedda, «Se ero più alto facevo il poeta» (La Nave di Teseo) di Ennio Cavalli, «Un prato in pendio» (Rizzoli) di Pierluigi Cappello.
Per la categoria Giovani, Rocco Civitarese, pavese ma con origini a Villa Rogatti di Ortona, con «Giaguari invisibili» (Feltrinelli), Marzia Sicignano con «Io te il mare» (Mondadori) e Leonardo Malaguti con «Dopo il diluvio» (Exorma). Il 21 settembre a Zafferana Etnea verranno decretati i vincitori di ogni categoria.
Per Rocco Civitarese, 19 anni, studente universitario di Medicina, è il secondo riconoscimento. Scrivendo del “suo” Abruzzo, con il racconto “Bianca spuma” era entrato, a 16 anni, tra i finalisti del Premio Campiello Giovani nel 2016. Ed è abruzzese anche Pietro, il protagonista di «Giaguari invisibili». La storia del nuovo romanzo gira attorno a tre giovani, Pietro, Giustino e Davide, iscritti all’ultimo anno di liceo. «Un’età senza compromessi, in cui tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre», si legge nella quarta di copertina. Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare intensamente, però è preso da Anna Pettirosso. I tre amici sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco sogni e speranze. Anna, Laura e Lucilla sono il loro controcanto femminile, in una generazione che ha insieme il bisogno di sognare e quello di trovarsi un futuro con i piedi per terra.
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