Coma Cose: «Il nostro rap gospel è un omaggio a Battisti surreale»

3 Giugno 2018

L’AQUILA. Un anno fa il progetto rap cantautorale Coma Cose si affacciava su un pop italiano in rapida trasformazione con i singoli surrealisti Golgota e Deserto e i video stilizzati firmati Crooner...

L’AQUILA. Un anno fa il progetto rap cantautorale Coma Cose si affacciava su un pop italiano in rapida trasformazione con i singoli surrealisti Golgota e Deserto e i video stilizzati firmati Crooner Films. Oggi il duo di base a Milano festeggia un successo misurato al recente Mi Ami Festival e si prepara al tour che farà tappa all’Aquila il 29 giugno, per il Pinewood Festival a Murata Gigotti di Coppito.
«Cambiata la musica italiana? Sicuramente è cambiato il pubblico: arriva ai live meno per osservare e più per partecipare», racconta Fausto, metà del duo con Francesca e autore principale. Il loro stile alterna rap e melodie e accoglie influssi disparati tra urban pop, elettronica, canzone d'autore anni '70. «Far convivere tutto è una sfida divertente. Penso a Childish Gambino che butta lo spiritual in un rap attualissimo: il nostro gospel è Battisti, De Gregori». Riferimenti palesi in Anima Lattina o nelle allusioni a Rimmel di Pakistan, o più sottili in una musica di accordi alterati, synth ariosi e suoni analogici prodotti dai Mamakass. E poi ci sonoi versi veraci e stralunati, che dal cantautorato traggono una lezione visionaria: «In autori come Gaber c’era molta autoironia: fa parte di noi italiani come chiave per andare avanti, un ottimismo anche qui molto gospel!». L'ironia si avverte nelle associazioni libere e giocose di immagini e oggetti distanti: «Il nostro modo di scrivere è per salti, che io rivedo in Battisti grazie ai testi surreali di Mogol». «Siamo dadaisti. Nel precedente progetto Edipo facevo canzoni politiche, oggi sarebbe complicato. Ma noi ci teniamo a raccontare l’amarezza di tutti i giorni, la piccola ingiustizia, una vita fatta di tanti aspetti dissonanti. Come quando scorrendo Instagram vedi selfie, cagnolini, piatti, cronaca nera: noi saltando di palo in frasca fotografiamo questo zapping».