Con le ciaspole ai piedi fin sulla Serra Sparvera

2 Marzo 2018

Escursione nella neve sul versante orientale del Genzana

Il versante orientale del gruppo del Monte Genzana nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è ricco di valli, pascoli, stazzi e fonti. D’estate le montagne brulle e rotonde non attraggono gli escursionisti, forse perché alcuni versanti sono solcati di carrarecce e privi di vegetazione. E allora provate ad andarci ora, ciaspole ai piedi, con la neve che ricopre le ferite, addobba cespugli e alberelli, ovatta i suoni, incuba fiori e erbe.
Ce ne andiamo sulla Serra Sparvera, 1998m, una cima lunghissima delimitata a Nord dal Fosso Malepasso e a Sud dal Valico Le Croci e che funge da spartiacque tra Scanno e il Piano delle Cinque Miglia: una “terra di mezzo” tra due parchi con panorami infiniti. Sulla Ss 17 dell'Appennino Abruzzese, entrati nell’altopiano delle Cinque Miglia percorrendolo verso sud, si svolta a destra per la Chiesa della Madonna del Casale, e si parcheggia presso l’area attrezzata. Su una carrareccia si sale verso Ovest fino ad un boschetto: sotto i nostri occhi si dispiega immenso tutto l’altopiano delle Cinque Miglia che al mattino appare come una coperta calda, colorata, chiazzata dal bianco della neve.
In breve si esce dal bosco e a circa 1650m il panorama verso Sud si apre sul Monte Greco, bianchissimo, la valle del Chiarano e l’omonima Serra. Quasi in piano, si arriva ad una radura conosciuta come Le Macerete dove la neve nasconde stazzi e pascoli. Tutto intorno il bianco è accecante, quasi si perde l’orientamento; poi, piegando verso Nord-Ovest dentro una valle, si attraversa una carrareccia e si entra in un altro boschetto di faggi. Comodamente si raggiunge un secondo stazzo a quota 1700m: lo stazzo Sparvera e omonimo rifugio.
Sono ancora visibili il vecchio ricovero diruto e, di fronte, il recinto articolato in cinque settori separati da muretti di pietra a secco. Di fianco sorgono il rifugio moderno e il nuovo recinto realizzato con blocchi di cemento.
Si raggiunge l’evidente sella a 1755m da dove il panorama si dispiega verso i monti abruzzesi più belli: maestosa la Majella, davanti il gruppo del Monte Genzana, sulla sua destra il Monte Rotella e poi a nord il massiccio del Velino-Sirente e il Gran Sasso. Siamo ormai in vista della cresta della Serra Sparvera, ci dirigiamo verso la fascia boschiva e da qui raggiungiamo la vetta, 1998m (7km, 3 ore). Siamo al centro del mondo, del mondo abruzzese delle montagne, in mezzo ad una visione paradisiaca e struggente. Ad una ad una contiamo le cime del Parco Nazionale d’Abruzzo poi scorgiamo una pietra preziosa, si tratta di uno zaffiro enorme: il lago di Scanno incastonato tra le perle bianche dell’Abruzzo intero. Si starebbe su fino a sera, ma il vento di cresta e il sole che cala verso Ovest ci dicono di scendere. Scendiamo la lunga vetta verso Sud, godendoci il panorama sui monti di Roccaraso.
Dopo aver attraversato una stradina, incontriamo una fonte, il valico delle Croci, il canyon della Montagna Spaccata, l’Imposto (aria attrezzata da pic-nic) e di nuovo le 5 miglia dove l’anello si chiude (16 km, 7 ore). La giornata lascia un segno indelebile, negli occhi e nel cuore.
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