«Con noi era una chioccia, mai la diva»

6 Luglio 2021

Di Nicola: «Da Ricomincio da 2 a Carramba insieme: mi ha dato tanto»

AVEZZANO . «Raffaella era una che credeva in un progetto oppure spariva, una stacanovista dello spettacolo, sapeva stare in mezzo alla gente e sparire quando era il caso, non si riproponeva a tutti i costi tant'è che nessuno sapeva della sua malattia, non voleva clamore per questo». Luca Di Nicola la ricorda così in un misto di ammirazione e commozione, «sono sconvolto, disperato, una donna meravigliosa, un mito». Il giornalista e conduttore marsicano ha avuto il privilegio di affiancare più volte in tivù la Raffa nazionale. «La mia prima volta in tv con Raffaella fu a Domenica In nell’86», racconta Luca al Centro, «avevo 15 anni e quasi svenivo dall’emozione di trovarmi davanti a lei, ne ero innamorato pazzo, chiamavo e richiamavo la redazione del programma ai numeri che apparivano in coda e feci amicizia con Caterina Rita, la sua assistente, la assillavo e lei si impietosì, così presi il trenino da Avezzano per gli studi di via Teulada». «Sono cresciuto con le canzoni e le trasmissioni della Carrà», dice ancora, «Raffaella, la Goggi, Baudo, Frizzi, mostri sacri tutt’ora insostituibili e a cui con umiltà mi sono sempre un po’ ispirato». Della «dolcissima» Raffaella Di Nicola sottolinea: «Fondamentalmente era un cane sciolto, andava a ruota libera davanti alle telecamere per realizzare il suo sogno di showgirl, uno stile inconfondibile, quel modo di sciorinare i capelli tagliati a caschetto, un’icona amata ovunque nel mondo dove ha portato sempre e solo se stessa, la sua comunicativa, la sua semplicità, la sua grandezza, il suo talento. Con noi che avevamo la fortuna di affiancarla era una chioccia, mai la diva che avrebbe potuto essere». Da “Ricomincio da 2” negli anni ’90 alle ultime edizioni di “Carramba che sorpresa” nel 2008 Luca era tra quelli al suo fianco: «Raffaella diceva sempre: torno in tv solo se ho qualcosa di concreto da dire e da fare, sono stata fortunata a fare talmente tutto. Credete in ciò che fate e se capite che non è più il caso sappiate stare tranquilli nell’ombra». «Il mio grande rammarico», conclude Luca Di Nicola, «è non averla potuta avere ospite al Festival di Avezzano, d’altronde era una che non andava ai premi e neanche a Sanremo. Raffaella amava la parola “auguri” piuttosto che “in bocca al lupo”, “merda” o simili espressioni volgari. Così mi ha scritto i suoi “Auguri” sulla bellissima dedica con foto che ci ritrae insieme nel ’97».