Concertone all’Ariston, i duetti stravincono

11 Febbraio 2023

La serata delle cover è un trionfo: Di Capri commuove, Fedez provoca, Amadeus ricorda le Foibe, Chiara Francini incanta

Una maratona: 56 artisti, tra cantanti in gara e super ospiti per la serata delle cover in duetto, ovvero i brani più amati di sempre cantati dagli artisti in gara al 73° Festival di Sanremo – votati dal pubblico a casa anche per questa esibizione, voto che influirà sulla classifica generale che domani decreterà il vincitore – insieme a interpreti scelti da loro.
Un’ombra è calata nel pomeriggio sul quarto appuntamento con il Festival: un borsello con all’interno dei proiettili, forse polvere da sparo e una sorta di miccia o di innesco a cui mancava una componente per renderlo esplosivo, è stato trovato da un finanziere fuori servizio in una strada non distante dal Teatro Ariston. Sono in corso accertamenti per verificare il potenziale esplosivo del pacco prelevato dagli artificieri e una riunione di coordinamento delle forze di polizia impegnate a garantire la sicurezza del Festival si terrà questa mattina in prefettura.
In sala nessun turbamento e la serata duetti-cover si conferma tra le più amate del Festival: le canzoni svegliano ricordi, le interpretazioni incuriosiscono, poi le voci che si fondono e si sfidano, l’alchimia tra cantanti collaudati e giovani al decollo emoziona sempre, l’adrenalina della gara con brani nuovi di zecca scende un po’ e questo giova all’esibizione.
E se è una maratona Gianni Morandi “il maratoneta” si tuffa: così arriva all’Ariston in tuta da jogging, correndo dalla platea al palco per uno sketch d’apertura con Amadeus e dare il via alla serata.
Partendo da Ariete e Sangiovanni con Centro di gravità permanente dell’immenso Franco Battiato. E i cuori si aprono. Condizione perfetta per accogliere subito il primo super ospite: Peppino Di Capri. Pubblico in piedi e standing ovation al termine dell’immortale Champagne, ma lui – recordman del Festival con 15 partecipazioni complessive, 2 vittorie – rivela invece di essere più legato alla bella Un grande amore e niente più, vincitrice nel 1973, che accenna appena con Morandi.
E si torna ai duetti. Elodie ha scelto American Woman, pezzo hard rock anni ’70 riscoperto grazie a Lenny Kravitz, e ha chiamato BigMama per uno show coinvolgente per rivendicare l’empowerment femminile, che si chiude con un bacio sulle labbra tra le due artiste. Elodie, body di pizzo in vista, lunghi stivali neri, ruba la borsetta a Serena Bortone (bonus Pelù) e si sfila gli occhiali scuri (bonus Dargen D’Amico). Borsetta scippata? Assist perfetto per l’attrice toscanissima Chiara Francini «ragazza di provincia,», co-conduttrice della serata che non vuole scendere la temuta scala dell’Ariston, ma «vedere il Festival dalla platea, signor Amadeus, io all’umiltà non rinuncio», e soprattutto non vuole mollare la borsetta, rossa a forma di cuore come il collier, «che nonna Orlanda, detta l’Orlanda furiosa, diceva sempre di stare attenta agli averi». Ma poi eccola lassù in cima «con un cencino addosso» firmato Moschino, lungo, di velluto blu con enormi maniche ad ali e poi, ci ha preso gusto alla vertigine della scala, riscenderà fasciata in un abito rosso fuoco. È bellissima.Direzione d’orchestra a 4 mani per Gianluca Grignani e la sua rinascita: sul podio il maestro teramano Enrico Melozzi con il mitico Peppe Vessicchio (ovazione per lui) per Destinazione paradiso, che il cantautore divide con Arisa in una versione intima, mani nelle mani: le due voci graffiano il cuore scalando il pentagramma, la bacchetta di Vessicchio dirige il battimani a ritmo del pubblico, coinvolto a cantare pezzi del brano a cappella. Bravi.
È il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo, istituito per tenere viva la memoria di una delle pagine più tragiche della nostra Storia: l’eccidio di migliaia di italiani gettati nelle foibe dalle milizie del Maresciallo Tito e l’esilio di centinaia di migliaia di italiani costretti a lasciare la loro terra e i loro averi. Amadeus legge un brano del libro di Gigliola Alvisi “La bambina con la valigia”, dedicato alla storia di Egea Haffner, «una delle testimonianze più autentiche della tragedia vissuta da migliaia di italiani di Istria, Dalmazia e Venezia Giulia nel Dopoguerra». Sullo sfondo, la foto in bianco e nero della piccola Egea, con la scritta “Esule giuliana 30001”, diventata il simbolo della tragedia giuliano-dalmata.
E lo spettacolo va avanti. «Giorgia, legalizzala!»: Fedez provoca la politica fuori e dentro il palco: il rapper canta con gli Articolo 31 un medley dei loro successi, scende in platea per baciare la mamma sulle note di “Ohi Maria”, chiaro riferimento alle droghe leggere, i e poi lui e J-Ax lanciano l'appello alla legalizzazione.
Brividi per l’esibizione di Giorgia in coppia con Elisa. Amiche nella vita, fianco a fianco in tante cause sociali e ambientali, per la prima volta insieme a Sanremo le due artiste, in una sfida di estensione vocale, interpretano un medley di Luce e Di sole e d'azzurro, a 22 anni di distanza dal Festival 2001 quando, poco più che ventenni, arrivarono prima e seconda. Tutto il pubblico è in piedi per loro. Poi la grazia di Carla Bruni e di Colapesce e Dimartino in una incantevole interpretazione di Azzurro che si chiude con l’ex premiere dame di Francia che sussurra «Splash», citando il titolo del brano in gara dei due cantautori. Strepitoso Mengoni che con il Kingdom Choir, tutti in bianco candido, canta – e va su su su con la voce – e balla Let it be dei Beatles: «Marco Marco Marco», scandisce l’Ariston in delirio. Madame in bianco purezza con Izi osa, inserendo appelli ecumenici in quella poesia in musica che è Via del Campo di Fabrizio De Andrè. Applauso fiacco